Silb-Fipe
Silb-Fipe
Il SILB nasce nell’ambito della FIPE con la denominazione Sindacato Nazionale Pubblici Esercizi con Orchestra Varietà e Danze il 24.02.1967 e il 19.09.1985 assume la denominazione di Sindacato Italiano Locali da Ballo. Nel 1995, pur mantenendo la stessa sigla, muta la denominazione in Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo.
Attualmente è presieduto da Maurizio Pasca, imprenditore salentino. SILB-FIPE aderisce a CONFTURISMO e a livello internazionale ad HOTREC organizzazione del più ampio settore HO.RE.CA. La sede è presso FIPE-CONFCOMMERCIO a Roma in Piazza G.G. Belli 2.
ORGANIZZAZIONE
SILB-FIPE, Organizzazione leader del settore dell’intrattenimento serale e notturno, associa oltre il 90% delle imprese del comparto censite dalle Camere di Commercio.
E’ strutturata in ambito territoriale, tramite gruppi provinciali all’interno del sistema FIPE-Confcommercio. In tale contesto è ormai presente in 103 province.
A livello regionale è organizzata in Coordinamenti regionali Silb-Fipe all’interno delle Unioni Regionali Confcommercio.
MISSION
Silb offre alle Associazioni territoriali ed ai singoli soci, competenze specifiche nel settore, tutela legale, assistenza politico-sindacale, promuovendo la formazione e la crescita professionale di impresa e fornendo strumenti di orientamento e di sviluppo.
| Federica Toselli | Rappresentante |
Silb-Fipe e Assointrattenimento incontrano il Capo di Gabinetto di Speranza: “Fateci riaprire con il green pass”
Riaprire i locali da ballo ormai chiusi da 18 mesi, vincolandone l’accesso ai possessori di green pass, e prevedere misure di ristoro calcolate sulla base dei fatturati perduti.
Sono queste le principali richieste inoltrate dal presidente di Silb-Fipe Confcommercio, il Sindacato italiana dei Locali da ballo, Maurizio Pasca, e da Luciano Zanchi, presidente di Assointrattenimento Confindustria, al capo di Gabinetto del Ministro Roberto Speranza, Goffredo Zaccardi, nel corso dell’incontro che si è tenuto questa mattina a Roma.
Un incontro cordiale e produttivo, durante il quale le principali associazioni di categoria del settore delle discoteche hanno rinnovato il loro appello al governo per interrompere un lockdown che dura dal primo giorno di pandemia.
“Abbiamo ricordato al braccio destro del Ministro – spiegano Pasca e Zanchi – che il Comitato Tecnico Scientifico già da fine aprile ha dato parere favorevole alla riapertura in sicurezza dei nostri locali. Eppure da allora nulla si è mosso. Abbiamo inoltre sottolineato come il perdurare della chiusura delle discoteche stia favorendo la moltiplicazione di occasioni di festa e di ballo abusivi e fuori controllo. Questa estate ne abbiamo avuto la prova a più riprese e non solo in occasione del mega rave tra Lazio e Toscana. È fondamentale ripristinare la legalità, ridando agli imprenditori la possibilità di lavorare sotto stretto controllo, garantendo loro allo stesso tempo degli equi rimborsi in base alle perdite accumulate in questi 18 lunghi mesi”.
Silb-Fipe: “Disperati e beffati. Riaprire i locali in sicurezza e contrastare gli abusi”
“Disperati e beffati gli imprenditori dell'intrattenimento e delle discoteche sono ormai stanchi degli appelli e degli estenuanti rinvii sulle ipotesi delle riaperture di questi spazi di divertimento per i giovani gestiti sempre in sicurezza e con controlli sistematici. E' evidente che, a fronte di una illegalità diffusa e non contrastata in nessun modo dei rave che si svolgono in molte località italiane, le contraddizioni diventano ancora più stridenti”: così il Silb, il sindacato dei locali da ballo legato a Fipe-Confcommercio.
Silb-Fipe, dunque, chiede due cose non più procrastinabili: un immediato cambio di passo nei controlli di tutte quelle forme abusive che fino ad oggi sono state tollerate e la riapertura delle discoteche con accesso controllato con il green pass indicato, peraltro dal Governo, come unico strumento per tornare alla normalità nei posti di lavoro. Solo così si recupererà in parte la discriminazione nei confronti di questi imprenditori che, di fatto, da circa due anni non possono tenere aperte le proprie attività mettendo a rischio l'occupazione dei propri collaboratori e la sopravvivenza delle loro famiglie.
“Abbiamo sempre tenuto un profilo istituzionale – conclude Silb-Fipe - rispettando le leggi anche quando non tenevano conto delle istanze di questo importante settore produttivo, ma ora è arrivato il momento di mettere un punto. Ci aspettiamo dal Governo provvedimenti immediati ed efficaci per chiudere definitivamente una stagione ingiusta e discriminatoria nei nostri confronti. E rimaniamo naturalmente aperti a un confronto su questa emergenza.”
Green Pass, Chiapella, Confcommercio “Lo strumento che deve consentire la ripartenza delle attività, pensando anche quelle ancora sospese per decreto”
“Vogliamo pensare positivo – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – nelle decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri con il DL Covid, in quanto le ragioni del contrasto della pandemia devono essere strettamente connesse con quelle di una ancora difficilissima ripartenza dell’economia”.
“Come già affermato in altre occasioni - interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, aderente a Confcommercio – e partendo dal presupposto che un terzo lockdown non sarebbe stato sostenibile per l’Ospitalità e l’Horeca, il Green Pass è uno strumento per non bloccare ulteriormente l’economia”.
“Ci troviamo – precisa Chiesa – invece in completo disaccordo con il Governo rispetto alla decisione di proseguire nella chiusura delle discoteche e locali da ballo e divertimento notturno anche all’aperto, viste le scene durante gli Europei di calcio, gli eventi piazza e le numerose feste abusive”.
“Siamo solidali – sottolinea Chiapella – con i colleghi di Silb-Fipe e la loro presidente provinciale Federica Toselli e ci batteremo a fianco della Confederazione perché giungano al più preso i sostegni e ristori necessari per fare in modo che per il settore del divertimento ci possa essere un futuro”.
“Come sempre – prosegue Luca Chiapella – vigileremo a tutti i livelli istituzionali perché il Green Pass sia uno strumento di persuasione e non di repressione; le categorie rappresentate da Confcommercio hanno subito più di altre i danni conseguenti alle chiusure ed alle limitazioni, i colleghi della Ristorazione, Ospitalità e Ricettività non possono accollarsi anche l’onere del controllo e della successiva sanzione rispetto al mancato possesso del Green Pass”.
“Ci auguriamo e vogliamo essere convinti – conclude Giorgio Chiesa – che le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri con il DL Covid possano servire e proseguire sulla strada della ricerca della normalità perduta, ma saremo vigilanti severi nel caso il Green Pass si trasformi in un’arma contro gli operatori della Ristorazione”.
Sulle mancate riaperture dei locali da ballo e di intrattenimento
“Abbiamo aspettato senza protestare, con educazione, e abbiamo visto tutte le sere nel nostro paese, da quando è cessato il coprifuoco: assembramenti senza regole , feste abusive , giovani e meno giovani bere alcol senza nessun controllo.
Abbiamo proposto in tutte le sedi istituzionali e politiche di responsabilizzare la nostra categoria che da sempre svolge questo compito affinché possa far divertire i giovani in sicurezza come abbiamo sempre fatto nei nostri ambienti, dove la musica rappresenta la socializzazione e il divertimento.
Abbiamo suggerito un’apertura in sicurezza con il “green pass” pass”, ove tutti potessero sentirsi accolti e al sicuro in locations super controllate
Non siamo stati ascoltati quando abbiamo suggerito un esperimento pilota per le riaperture dei club in sicurezza, ora ci chiediamo volete un estate di feste abusive e di assembramenti fuori controllo?
Volete ch e i giovani abbraccino il nomadismo alcolico?
Pensate che qualcuno riesca a gestire gli assembramenti?
Le discoteche svolgono un ruolo socialmente utile e di risorsa, è ora di dichiararlo, è ora di capirlo!
I ragazzi pur di tornarci sono pronti a vaccinarsi.
E’ stato dichiarato
che entro il 10 luglio la data di apertura sarebbe stata definita, nel frattempo i locali hanno sistemato gli ambienti, reperito il personale, eseguito gli ordini necessari, contrattualizzato artisti e format, e si sono pr eparati con zelo dopo un anno di chiusura.
Eppure siamo gli ultimi in Europa a non avere una data certa, al contrario di Grecia, Inghilterra, Spagna, Croazia e Germania.
E adesso?
Si rimanda ancora la decisione parlando di ristori?
Siamo ancora gli ult imi a dover riaprire
E’ ora di affrontare seriamente i problemi della nostra categoria e soprat t utto ascoltare le nostre proposte che rappresentano l’unica soluzione per ripartire in sicurezza al più presto”.
Presidente SILB-FIPE-CONFCOMMERCIO Maurizio Pasca
Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale
Al termine consegnato a S.E. il Prefetto il documento sul fenomeno in Provincia
Grazie alla presenza in video di S.E. il Prefetto Fabrizia Triolo, del Questore Nicola Parisi e di Autorità civili e militari della Provincia e dei presidenti delle dieci Ascom territoriali e dei presidenti delle categorie rappresentate, si è tenuto oggi l’ormai tradizionale appuntamento di Confcommercio, occasione nella quale porre al centro dell’attenzione le problematiche legate al fenomeno dell’illegalità e dell’abusivismo. Al termine è seguito un incontro di una delegazione di Confcommercio ed Associazione Albergatori e Ristoratori con S.E. il Prefetto e la consegna del documento riguardante il tema.
Quest’anno in particolare si è posta l’attenzione su due fenomeni pericolosi legati alla crisi economica e sociale causata da Covid-19 e pandemia, il fenomeno dell’Usura e le infiltrazioni politiche nelle manifestazioni di protesta.
Intere filiere, in particolare quella del turismo – pubblici esercizi, alberghi, tour operatori, trasporti, discoteche, lo shopping, la cultura ed il tempo libero – ma anche molti comparti del commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, calzature ed accessori moda, hanno registrato crolli verticali di fatturato e moltissime imprese di questi settori hanno chiuso definitivamente l’attività.
“Si tratta di una situazione – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – che soprattutto durante il primo lockdown si è resa ancor più drammatica con la “pressione” della criminalità, che si è fatta sentire su una consistente parte delle micro e piccole imprese del commercio e dei pubblici esercizi”. “Circa il 10% degli imprenditori è risultato esposto all’usura oppure a tentativi di appropriazione “anomala” dell’azienda”.
Negli ultimi sei mesi è aumentato il numero di imprenditori che ha chiesto prestiti a soggetti fuori dai canali ufficiali (14% contro 10%).
La protesta e la politica, se al di fuori di un quadro di legalità, comportano rischi reali per la tenuta sociale.
“La strumentazione del disagio sociale – precisa Chiapella – e della disperazione da parte di ambienti e politici di vario tipo vanno “a braccetto” quando la rabbia è reale, frutto di un anno di gestione dell’emergenza sanitaria legata al “Covid”.
“Si tratta di una rabbia – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – accumulata per mancati ristori, in molti casi mai arrivati, ma soprattutto a causa di aperture annunciate e poi smentite, adeguamenti e messa in sicurezza dei locali onerose a carico di categorie che non lavorano da mesi; una rabbia dietro la quale si nascondono furbetti ed evasori, però non cambia il problema”.
“Siamo coscienti – conclude Chiapella – che lo Stato non possa farsi carico interamente delle perdite di interi settori, ma ha il dovere di dare certezze su aperture e tutelare chi non può ancora “ripartire””. “In questa situazione di tensione sociale è forte il rischio di attacco all’ordine pubblico ed alla legalità; la strumentazione politica non è ammessa dal nostro punto di vista”. “Denunciamo e condanniamo con fermezza ogni forma di protesta al di fuori della legalità; auspichiamo una significativa velocizzazione delle vaccinazioni e nel contempo date certe sulle riaperture”.
Dopo il flash mob di fine febbraio, prosegue lo stato di agitazione del Settore Wedding/Cerimonie/Eventi con l’incontro odierno con il Prefetto
Il settore del Wedding-Cerimonie-Eventi è profondamente provato dalla chiusura imposta dal Governo nell’ambito dei provvedimenti della pandemia.
Dopo un mese dal flash mob organizzato in Piazza Galimberti dal raggruppamento “Insieme per il Wedding” in collaborazione con Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, vista l’assenza di un decisivo cambio di passo da parte del nuovo Governo, una delegazione del settore, composta da Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo, Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio e Paola Destefanis, Silvio Bella e Luca Giraudo in rappresentanza di “Insieme per il Wedding”, ha incontrato oggi il Prefetto Dr.ssa Fabrizia Triolo per esporre lo stato di profonda prostrazione nel quale vivono migliaia di aziende, professionisti, partite iva e lo loro famiglie.
“Con i Colleghi di “Insieme per il Wedding” – interviene Luca Chiapella, Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – abbiamo incontrato il Prefetto quale rappresentante territoriale del Governo, al quale abbiamo portato le istanze di settori diversi tra di loro, ma che insieme rappresentano una percentuale importante del Pil nazionale”.
“Come per altre circostanze – dichiara Chiapella – abbiamo riscontrato da parte della Dr.ssa Triolo profondo interesse rispetto alle problematiche portate alla sua attenzione e delle quali abbiamo ricevuto rassicurazione che verranno portate all’attenzione dei tavoli istituzionali perché si possano ricevere gli opportuni riscontri in termini economici e di prospettiva riguardante la riapertura delle attività”.
“Nel rispetto dei ruoli istituzionali - interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – abbiamo rappresentato al Prefetto che si tratta di un settore – quello del wedding-cerimonie-eventi che non rientra dei costi immediatamente, ma ha necessità di una programmazione semestrale se non annuale”.
“Come Confcommercio con “Insieme per il Wedding – conclude Luca Chiapella – ribadiamo che le aziende, i liberi professionisti e le partite iva di questo settore strategico dell’economia hanno bisogno di programmazione e questa programmazione può soltanto arrivare da una gestione dell’emergenza che consideri realmente la peculiarità delle categorie coinvolte”.
Il Wedding vuole tornare a lavorare ed a far sognare con matrimoni, cerimonie ed eventi!
Crolla l'occupazione nei pubblici esercizi, persi 243 mila posti di lavoro
L’anno orribile della pandemia e delle misure restrittive imposte ai pubblici esercizi presenta il conto. Ed è un conto salatissimo.
L’ufficio studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, ha infatti raccolto ed elaborato i dati INPS relativi ai livelli occupazionali del 2020: bar, ristoranti, discoteche e imprese di catering e banqueting hanno perso 243mila occupati rispetto al 2019, quando sfioravano il milione. A sparire sono stati principalmente cuochi, camerieri, barman e tra questi anche poco meno di 20 mila apprendisti. Proprio i giovani pagano il conto più salato di questa crisi: 7 su 10 di coloro che hanno perso il lavoro hanno meno di 40 anni.
In termini assoluti la contrazione maggiore ha interessato ristoranti (-25,2%) e bar (-26,2%) mentre in termini relativi il settore più penalizzato è quello delle discoteche con una flessione dell’occupazione dipendente di 3000 unità, pari al 57,4%.
Il blocco dei licenziamenti ha scaricato gli effetti della crisi sul lavoro a tempo determinato e stagionale: 166mila, il 54,9%, erano infatti lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, mentre il 40,7% erano contratti stagionali. Non si trattava di “lavoretti” perché in 6 casi su 10 l’orario di lavoro era a tempo pieno.
A pagare il dazio più alto son state le regioni del Centro Italia, Toscana e Lazio in testa, dove gli occupati sono scesi del 27,6%, seguite a ruota dalle regioni del Nord Ovest, dove il crollo si è fermato mediamente al 25,8%.
“Le nostre peggiori previsioni si sono avverate – sottolinea la Fipe Confcommercio –. Le imprese sono ormai allo stremo, senza più l’ossigeno necessario per respirare. Il mondo della ristorazione nel 2020 è dovuto stare chiuso forzatamente per 160 giorni, mentre ai locali da ballo e alle imprese di catering è andata persino peggio. Ogni volta che si intravedeva uno spiraglio di ripresa, ecco arrivare nuove chiusure. In questo modo si è smesso di investire sul futuro e infatti tra i più penalizzati ci sono stati i giovani e i giovanissimi. La speranza è che si possa invertire il trend una volta per tutte e che questo sia davvero l’ultimo sforzo. Ma occorre programmare la ripartenza sin da subito”.
Vicini al Mondo della Ristorazione
Il Presidente dell'Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, a seguito dell'articolo di Elena della Trattoria da Lele di Murazzano apparso su La Stampa di ieri, 1° Marzo 2021, dichiara, anche a nome della Giunta, la sua vicinanza al mondo della ristorazione
Un mondo in sofferenza, come anche lo sono in forma diversa gli alberghi, i bar, le agenzie di viaggio, i campeggi, i locali da ballo e di spettacolo e più in generale il comparto della montagna.
Una sofferenza che deriva da una pandemia di immani proporzioni che colpisce a vario livello tutto il comparto rappresentato dall'Associazione.
Cominciamo col dire che i Ristoratori NON sono degli untori; un termine che fortemente rigettiamo.
Purtroppo va evidenziato, quale esempio generico, che, per una serie di concause, spesso i tempi con cui ci vengono comunicate le variazioni di colore - che inevitabilmente comportano oggettivi problemi gestionali - sono ridicoli. Tante sono le cose che possono esser migliorate per dare respiro.
Il mondo della ristorazione NON si lamenta fine a sé stesso, ben comprendendo che è vittima del momento. Ma non per questo il comparto va abbandonato.
Gli Esercenti si sono adoperati in tutto e per tutto al fine di adeguarsi alle varie normative ed hanno investito in questo ingenti risorse. Malgrado ciò a volte accade che ci sia chi tra gli avventori chi crea assembramenti che di fatto penalizzano i gestori.
Ragione per la quale il mondo della ristorazione ne patisce.
Oltre a rigettare con forza il termine di "untori" si chiede quindi una maggior attenzione alle tempistiche che stabiliscono norme a seconda del colore, si chiedono ristori adeguati parametrati ad altri Stati membri dell’Unione Europea. È noto che in alcuni Paesi i ristoranti siano altrettanto chiusi, per periodi persino più lunghi dei nostri. Ma di contro in questi Paesi i ristori riservati sono puntuali e cospicui. Di certo ben maggiori rispetto a quel poco che fino ad oggi è arrivato a noi.
Chiediamo anche politiche di vaccinazione adeguate, celeri e rispondenti alla necessità di giungere ad una sorta di immunità di gregge che consenta a tutto il comparto turistico, non solo alla ristorazione, di riprendere a operare come tutti si aspettano. E tutto quanto il Governo può e vorrà fare per dare ossigeno, quell'ossigeno che il virus priva non solo a coloro che si ammalano ma anche all’economia.
La cultura dell'enogastronomia è uno dei fiori all'occhiello del Turismo e non solo di quello.
Facciamo in modo che NON muoia! Fate in modo di preservarla, sostenendola!
Silb-Fipe-Confcommercio presenta #MUSICAFUTURA // un anno senza noi
Febbraio 2020-febbraio 2021: un anno trascorso senza musica, senza la sua forza aggregante e comunicativa; un anno che ha cambiato le vite di tutti noi, sul quale riflettere e trovare spunti per una ripartenza in piena sicurezza. In quest’ottica e con questa prospettiva lunedì 22 febbraio 2021 (dalle ore 14 alle ore 20) SILB-Fipe-Confcommercio promuove presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (Treviso) la giornata #MUSICAFUTURA (un anno senza noi), con una serie di panel tesi a coinvolgere tutti i protagonisti dell’industria musicale: tutto in diretta streaming sul sito di SILB-FIPE
“Un anno di locali chiusi – afferma Federica Toselli, presidente del Sindacato Discoteche e Locali da ballo Silb-Fipe-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo - con la speranza che tutti possano ripartire nel momento in cui il Governo e la situazione della pandemia consentirà le riaperture; Silb-Fipe – precisa Toselli - sta lavorando per ridiscutere sicurezza e capienze, comunicazione di strategia per le riaperture, dialogo continuo con la Siae, trattative sui contratti dei lavoratori e con il Governo per i ristori“.
“Siamo al fianco – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – delle discoteche, dei locali da ballo, del mondo dell’intrattenimento, divertimento, della musica e dello spettacolo, ai quali da troppo tempo è impedito di poter lavorare e svolgere la loro importante funzione sociale ed economica; troppe famiglie sono alla fame senza gli opportuni ristori”.
“Un ringraziamento particolare – conclude Federica Toselli - va alla Regione Piemonte nella persona del suo presidente Alberto Cirio per gli interventi straordinari attivati per il settore, un primo come Bonus Piemonte 2020 ed un secondo in via di definizione, un aiuto importante!”.
Il programma di #MUSICAFUTURA:
ore 14.00 #MUSICAFUTURA: introduzione
ore 14.45 Silb-Fipe-Confcommercio: contarsi e raccontarsi ripartendo dalle soluzioni
ore 16.00 Il Ballo 2.0, il fattore innovazione: alleanza di pratiche virtuose
ore 16.30 L’orizzonte è comune: chi lavora per migliorare le regole del gioco (F.M.U.)
ore 17.30 Quando il ballo è di coppia
ore 18.00 Se i protagonisti sono i ragazzi e ragazze (e lo sono per davvero)
ore 18.40 Clubbing, etica, cultura, comportamenti: una sfida importante
ore 19.15 #MUSICAFUTURA: quale futuro per la musica da ballo
Partecipano : SILB-Fipe, Accademia da Ballo Riva Salsera, A-DJ, AID, AISS, Assomusica, Audicoop, Co.Ge.U, Sils, De Musica, Disma, El Patio, Ekonore, Mamamia Club, Obis, Produzione Bagutti, Sils, SuperART, Tenax Firenze, unannosenzamusica, Worldrise.
Nel corso della giornata gli interventi saranno accompagnati da una serie di contributi video provenienti da tutta Italia.
Il SILB è nato nel 1967, nell’ambito di Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) come Sindacato Nazionale Pubblici Esercizi con Orchestra Varietà e Danze; nel 1985 ha assunto la denominazione di Sindacato Italiano Locali da Ballo, mutata nel 1995 in Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo , mantenendo la stessa sigla. Dal 2011 è presieduto da Maurizio Pasca.
La programmazione completa e tutti i contenuti di #MUSICAFUTURA a questo link
“Pretendiamo risposte urgenti per evitare che venga azzerato un intero comparto produttivo”
“C’è aspettativa – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – vista la conferma della presenza virtuale di 6 Parlamentari su 8 eletti, ai quali, insieme a Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori, chiederò impegni precisi su quelle che sono le necessità urgenti e sul medio periodo per tutto il comparto turistico, dei pubblici esercizi, dell’intrattenimento, catering e banqueting e in generale di tutto il settore Horeca”.
“La situazione è drammatica – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – perché abbiamo settori che sono fermi da un anno, come l’intrattenimento ed il catering, altri chiusi praticamente da circa 160 giorni come i ristoranti ed i bar che devono servire le consumazioni all’aperto”.
“Ai parlamentari chiederemo – precisa Chiesa – impegni su interventi urgenti per sostenere il settore, quali i crediti d’imposta sui canoni di locazione, l’esenzione dal pagamento dell’Imu per l’anno 2021, provvedimenti sulla liquidità, azzeramento dei costi di commissione e sulle transazioni elettroniche entro i 50 euro per il 2021, prolungamento degli ammortizzatori sociali e decontribuzione sulla cassa integrazione, proroga del credito d’imposta su sanificazione e acquisto dpi fino al 31 dicembre 2021, azzeramento dell’Iva sulla somministrazione durante il periodo della crisi ed esenzione dalla Tari e di tutti i tributi locali”.
“In troppi pensano – conclude Luca Chiapella - che sia sufficiente riaprire per riprendere l’attività: non è così e non lo sarà più per una serie di concause, come le infrastrutture digitali e stradali che da troppi anni penalizzano l’intera provincia di Cuneo”.