Federazione Moda Italia

Federazione Moda Italia

Federazione Moda Italia

Federazione Moda Italia è la più importante rappresentanza d'impresa del settore Moda in Italia costituita nel 1949.

In base all'art. 2 dello Statuto, con riferimento agli ambiti settoriali riconosciuti da Confcommercio-Imprese per l'Italia, Federazione Moda Italia costituisce il sistema di rappresentanza unitario nazionale dei soggetti imprenditoriali che esercitano le attività del commercio al dettaglio e all'ingrosso del settore Moda (e quindi abbigliamento, intimo, calzature, pelletterie), accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi, o in attività a queste contigue o affini, che si riconoscono nei valori del mercato e della concorrenza, della responsabilità sociale dell'attività d'impresa e del servizio reso ai cittadini, ai consumatori e agli utenti, ex art. 13 dello Statuto confederale. Tutela e rappresenta a livello nazionale gli interessi sociali ed economici degli operatori fornendo servizi di informazione, formazione, assistenza e consulenza, in coerenza con le esigenze di sviluppo economico, di qualificazione e di supporto.

Federazione Moda Italia è la più importante Organizzazione di rappresentanza del dettaglio e ingrosso dei settori Moda, abbigliamento, calzature, tessile per arredamento, tessuti per abbigliamento, pelletterie, accessori, articoli sportivi, con oltre 30.000 imprese commerciali piccole e medie associate. Aderisce a Confcommercio Imprese per l'Italia e rappresenta le attività delle 92 Associazioni Provinciali di categoria italiane.

Federazione Moda Italia nasce dalla Federazione Nazionale Dettaglianti Tessili Abbigliamento Arredamento fondata il 14 aprile del 1949 assumendo, nel gennaio del 2002, l'attuale denominazione a seguito dall'avvenuta fusione per incorporazione tra Federabbigliamento (incorporante), la Federazione Nazionale Grossisti Abbigliamento e la Federazione Nazionale Pelletterie e Valigerie (incorporate) e nel luglio 2018 Federcalzature.

Federazione Moda Italia, in particolare, tutela gli interessi generali dei soggetti imprenditoriali e professionali che operano nei settori indicati, prefiggendosi di:

- promuovere e tutelare gli interessi morali, sociali ed economici dei soggetti rappresentati nei confronti di qualsiasi organismo, sia pubblico che privato;

- favorire le relazioni fra gli associati per lo studio e la risoluzione dei problemi di comune interesse;

- valutare e risolvere problemi di carattere organizzativo economico e sociale;

- assistere e rappresentare gli associati nella stipulazione di contratti collettivi integrativi e/o nella promozione di ogni altra intesa od accordo di carattere economico o finanziario;

- designare e nominare i propri rappresentanti o delegati in enti, organi o commissioni ove tale rappresentanza sia richiesta od ammessa;

- promuovere e favorire servizi e attivitàdi assistenza alle imprese associate, sotto qualunque forma giuridica, direttamente o indirettamente;

- assumere iniziative intese a promuovere la formazione professionale, tecnica e sindacale degli imprenditori e dei loro dipendenti, nonché porre in atto le azioni necessarie alla formazione di aspiranti imprenditori; concorrere economicamente al conseguimento di tutte le proprie finalità; espletare ogni altro compito che dalle leggi o da deliberati dell'Assemblea sia ad essa direttamente affidato.

Consiglio direttivo
Roberto Ricchiardi Presidente
Micaela Delsanto Vice Presidente Vicario
Valeria Bellino Vice Presidente
Paolo Marini Vice Presidente
Manuela Pecchio Consigliere
Federica Ferrero Consigliere
Paolo Castagno Consigliere
Giulia Noemi Farina Consigliere

Saldi invernali 2026

Saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro: sono questi, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali 2026.

Per Federazione Moda Italia-Confcommercio: «C’è grande attesa per i saldi invernali, appuntamento importante per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane. I saldi generano, infatti, benefici diffusi: consentono ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare e a vivacizzare i centri urbani. Si tratta inoltre di un momento molto sentito anche sotto il profilo turistico, perché favorisce l’aumento dei flussi di visitatori, italiani e stranieri, alla ricerca di un’esperienza d’acquisto autentica. Un’esperienza che garantisce a tutti i consumatori convenienza reale, trasparenza e fiducia, anche grazie ad una data di avvio certa in tutta Italia e a una durata definita. Nei saldi, grazie al servizio e alla consulenza dei commercianti, gli acquisti sono più consapevoli e sostenibili, orientati alla qualità e lontani dalla logica dell’usa e getta».

Ecofin: Plauso di Federazione Moda Italia-Confcommercio all'accordo sull'eliminazione dell'esenzione dei dazi per pacchi extra Ue

“Bene l’accordo in Ecofin e l’applicazione della misura dal 2026. Servono politiche omogenee in Europa per centrare l’obiettivo”

Federazione Moda Italia-Confcommercio esprime grande soddisfazione per l’accordo raggiunto in sede Ecofin sull’eliminazione dell’esenzione dai dazi doganali per i pacchi provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore ai 150 euro.

Federmoda ha dichiarato: “Abbiamo particolarmente apprezzato l’accordo preso in Ecofin per introdurre una tassa sui piccoli pacchi che provengono da Paesi extra UE. È un segnale importante per ristabilire condizioni di concorrenza più eque tra i nostri negozi - come sottolineato dal Ministro Giorgetti - e le piattaforme estere che, finora, hanno potuto beneficiare di vantaggi. Bene anche la risposta all’urgenza del problema degli effetti sulla sostenibilità economica e ambientale generati dall’ultra fast fashion, con l’accordo – sostenuto con forza dall’Italia – che prevede l’applicazione della misura già dal prossimo anno”.

“È un passo avanti significativo – aggiunge Federazione Moda Italia – verso un mercato più trasparente e sostenibile da perseguire compatti con politiche omogenee in tutta Europa. Ora chiediamo ai consumatori di acquistare in modo consapevole e responsabile, scegliendo prodotti di qualità, che durano nel tempo, e non capi usa e getta che impoveriscono il lavoro, il pianeta e la cultura del vero Made in Italy”.

Federazione Moda Italia-Confcommercio plaude all’ipotesi che il Governo inserisca nella manovra un contributo per ogni spedizione proveniente da Paesi extra europei sotto i 150 euro.

“Bene il contrasto all’ultra fast fashion. Chiediamo ai consumatori di acquistare in modo consapevole e sostenibile e non prodotti usa e getta”

“Non c’è tempo da perdere. E quindi apprezziamo l’intenzione della maggioranza di affrontare in questa manovra di bilancio gli effetti sulla sostenibilità economica e ambientale generati dall’ultra fast fashion che, tra l’altro, sottrae importanti risorse alla nostra economia e alle casse dello Stato”. Così Federazione Moda Italia-Confcommercio, sull’ipotesi che il Governo inserisca nella Finanziaria un contributo per ogni spedizione proveniente da Paesi extra europei di valore inferiore ai 150 euro che si porrebbe quindi in linea con l'intenzione europea  di eliminare la soglia di esenzione dai dazi sui pacchi dello stesso valore.  

“È importante che l’Italia lanci un messaggio alla Ue per l’abolizione dell’esenzione dai dazi per le spedizioni extra-Ue di valore inferiore a 150 euro e per l’estensione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) tessile anche a chi, pur producendo fuori dall’Unione europea, vende direttamente in Italia prodotti di moda”, conclude Federmoda.

Convegno in Confcommercio a Milano: “La distribuzione tra crisi, cambiamento e opportunità”

Federmoda: “Il retail della moda, anello fondamentale di una filiera che va salvaguardata e rilanciata con politiche mirate e regole uguali per tutti”

“E’ necessario che la moda trovi regole eque di mercato e un equilibrio di filiera – dalla produzione e lavorazione delle materie prime ai brand, passando per l’intermediazione professionale, al retail fino al consumatore finale. Ogni anello della filiera è forte solo se tiene insieme gli altri. Tra le distorsioni di mercato più sentite dal dettaglio moda siamo preoccupati per la concorrenza sleale dell’ultra fast fashion (ogni giorno circolano nella UE 12 milioni di pacchi di basso valore esenti da dazi e spesso da controlli); inoltre il rapporto con i fornitori deve sempre essere improntato sulla trasparenza e la collaborazione commerciale.” Così Federazione Moda Italia-Confcommercio nel corso del convegno “La distribuzione tra crisi, cambiamento e opportunità”.

Federazione Moda Italia-Confcommercio propone misure concrete per il rilancio dei consumi e della moda: 1) detrazione fiscale per acquisti nei negozi di vicinato di prodotti moda Made in UE e sostenibili; 2) IVA agevolata sui prodotti moda; 3) abolizione dell’esenzione dai dazi e un contributo ambientale per le spedizioni extra-UE sotto i 150 euro; 4) l’attivazione del Gruppo di lavoro sul commercio al Tavolo della Moda anche in relazione al Piano Strategico per il Commercio della Moda, che presenterà il 17 novembre al MIMIT.

“Riteniamo  - ha aggiunto Federmoda - queste interventi urgenti, perché nel 2024 hanno chiuso 18 negozi di moda ogni giorno, per un totale di 6.459 in un anno, e perché la spesa delle famiglie per abbigliamento e accessori negli ultimi 5 anni è calata di quasi 4 miliardi di euro. Oggi è un’occasione per rinnovare il nostro impegno nel costruire un futuro migliore per la moda italiana, dove produzione, trasformazione, intermediazione, commercio e consumatori lavorino insieme per una filiera sempre più unita, sostenibile e competitiva”.

“Un’attenzione particolare – ha concluso  – va anche al problema dei contratti di lavoro ‘pirata’, che alterano la concorrenza e compromettono la qualità e la reputazione del Made in Italy. Bene la detassazione degli aumenti contrattuali, ma occorre concentrarsi solo sui contratti ‘leader’ senza escludere i lavoratori che vedranno erogarsi parte degli aumenti nel 2026 per effetto dei rinnovi sottoscritti in annualità antecedenti. Chi risparmia sul lavoro mina le fondamenta di una filiera sana e sostenibile”. 

La moda chiede "detrazioni fiscali e Giornata nazionale”

Federazione Moda Italia: “Calano i consumi, chiudono i negozi. Necessari con urgenza segnali forti dal Governo prima che sia troppo tardi”

La Fashion week milanese, che porta la moda e Milano sul tetto del mondo, contrasta fortemente con un andamento dei consumi che stenta a decollare. Federazione Moda Italia-Confcommercio parla di “una crisi che da congiunturale sembra diventare strutturale”. I saldi estivi, d’altronde, non hanno dato respiro ai negozi di moda: -5% a luglio e -3,9% ad agosto, confermando il calo già registrato nel primo semestre e quello a doppia cifra (-12%) rilevato dal Centro Studi di Confcommercio sul 2019.

“Sul mondo della moda – afferma Federmoda – si sta abbattendo un uragano che travolge ogni anno 6.500 piccole e medie aziende del retail. Questo fenomeno, così forte e repentino, sta indebolendo tutta la struttura della filiera della moda e demotiva l’apertura di nuovi negozi da parte di donne, giovani e imprenditori che vorrebbero iniziare l’esperienza nella vendita a contatto con il cliente”.

“È importante – prosegue Federazione Moda Italia-Confcommercio – che il governo prenda atto di questa evidenza e intervenga immediatamente con la costituzione di un gruppo di lavoro sul commercio all’interno del Tavolo della Moda presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Servono con urgenza provvedimenti che potrebbero finalmente rilanciare i consumi. Uno di questi, da mettere in atto da subito: la possibilità per il consumatore finale di detrarre dalla propria denuncia dei redditi gli importi relativi agli acquisti di abbigliamento, calzature, accessori, intimo, articoli sportivi, tessuti e tessile per la casa effettuati esclusivamente presso i negozi di vicinato. Poter detrarre anche parzialmente le imposte su questa tipologia di acquisti darebbe spazio ad una rinascita dei centri storici, alla riapertura di tante piccole attività che si sono perse in questi anni e ad assumere e formare nuovi collaboratori con indubbi vantaggi per l’economia, la socialità e la sicurezza. L’Italia è un Paese che si contraddistingue, rispetto a tutte le altre nazioni, per questa caratteristica peculiare di un diffuso commercio ed è una ricchezza che bisogna assolutamente tutelare”.

“In un momento di forte effervescenza per l’intero settore in Italia, grazie alla fashion week di Milano - conclude Federazione Moda Italia - chiediamo anche al Governo l’istituzione di una Giornata nazionale della moda italiana che rappresenterebbe un’occasione per raccontare in modo unitario la qualità, la tradizione e l’innovazione che distinguono il nostro sistema moda, rafforzando il senso di appartenenza e offrendo al mondo un’immagine coesa e autorevole del Made in Italy”.

Tavolo della Moda, "Urgente l'istituzione del Gruppo di Lavoro sul Commercio"

Federazione Moda Italia-Confcommercio, “potrebbe essere un'opportunità per mettere in atto urgenti provvedimentiche possano rilanciare i consumi e per definire parametri e regole che evitino squilibri all'interno della filiera della moda"

La filiera della moda italiana sta attraversando una fase di grande complessità, che richiede un’analisi approfondita per comprenderele dinamiche del retail italiano e individuare strategie efficaci per superare le difficoltà attuali e cogliere le opportunità future. Daun’indagine di Federazione Moda Italia-Confcommercio sulle aziende associate risulta che, prima dei saldi estivi, i negozi di moda hanno venduto il 35% della merce acquistata dai fornitori, evidenziando un calo degli incassi del 5,6% rispetto allo stessoperiodo del 2024. E i saldi di luglio non hanno invertito il trend. In attesa di analizzare i dati del mese di agosto, in questo contesto è fondamentale esaminare attentamente la situazione per identificare le chiavi di volta che possano guidare il settore verso una ripresasostenibile e una crescita duratura.

Per Federazione Moda Italia-Confcommercio, “il mondo della moda sta vivendo un cambiamento epocale, caratterizzato da un'accelerazione senza precedenti nelle  tempistiche, negli usi e nelle abitudini dei consumatori. I social e i mezzi di comunicazione hanno amplificato questo fenomeno, collegando indissolubilmente il settore della moda a una complessa situazione economica e geopolitica globale. Il tema dei dazi è solo uno degli aspetti che contribuisce a generare ulteriori fragilità. È necessario coinvolgere non solo il Governo, ma anche le Regioni, i Comuni e le Camere di Commercio per studiare, insieme al sistema dirappresentanza, soluzioni efficaci”.

“Federazione Moda Italia-Confcommercio rappresenta un patrimonio culturale, economico e turistico unico almondo, con migliaia di negozi sparsi su tutto il territorio  nazionale, anche nei paesi e nei borghi più piccoli. È fondamentale tutelare questa peculiarità esclusiva italiana. Per questo, è assolutamente indispensabile che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy istituisca al più presto il Gruppo di Lavoro dedicato al Commercio all'interno del Tavolo della Moda. Una delle principali criticità del settore è la disparità di trattamento tra il mercato online e quello fisico. I prodotti di scarsissima qualità vengono spesso venduti online a prezzi bassissimi, grazie a una tassazione più leggera rispetto ai negozi di vicinato e all'esenzione dei dazi sotto i 150 euro di spesa. È necessario applicare il principio 'stesso mercato, stesse regole' per garantire una concorrenza equa e leale”.

“Il Gruppo di lavoro del Commercio del Tavolo della Moda – continua Federmoda – potrebbe essere un'opportunità per mettere in atto urgenti provvedimenti che possano  rilanciare i consumi e per definire parametri e regole che evitino squilibri all'interno della filiera della moda. Stiamo evidenziando una situazione assurda che vede le aziende nel doppio ruolo di fornitrici e concorrenti nel processo distributivo, con il fornitore che diventa spesso il più agguerrito concorrente dei negozi retail. È fondamentale trovare un equilibrio tra le esigenze dei diversi attori del settore, nel rispetto reciproco degli impegni”.

“Per mantenere vive le nostre attività commerciali – conclude Federazione Moda Italia-Confcommercio – sarà necessario fare investimenti non solo economici, ma anche  nello stile e nel comportamento dei singoli negozi, per aggiornarli alle esigenze del mercato. Lavoriamo in un’ottica positiva, riscontrando un leggero aumento dei clienti, soprattutto i più giovani, che si rivolgono ai negozi fisici per toccare e provare la merce e per avere un contatto umano con persone che possano ascoltare e consigliare. Questa è la forza del commercio di vicinato, che non dobbiamo disperdere anzi proteggere per esaltarne i valori culturali, sociali ed economici”.

Tavolo della Moda del MIMIT: Le proposte di Federazione Moda Italia-Confcommercio per il commercio di prossimità

“Serve un Piano Italia per la Moda che supporti anche i negozi, presìdi fondamentali del Made in Italy”

In occasione del Tavolo nazionale della Moda, convocato dal Ministro Adolfo Urso ieri, 22 luglio, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Federazione Moda Italia–Confcommercio manifesta il proprio apprezzamento per l’intenzione espressa dal Ministero che venga al più presto istituito, all’interno dello stesso Tavolo, un gruppo di lavoro specifico dedicato al commercio e agli operatori commerciali della moda, così come richiesto con determinazione dalla Federazione stessa.

“Ringrazio il MIMIT e il Ministro Adolfo Urso – ha dichiarato Federazione Moda Italia-Confcommercio – per l’attenzione riservata anche al commercio. Il Tavolo della Moda si è svolto in modo costruttivo e ci ha permesso di evidenziare l’urgenza di un Piano Italia per la Moda, capace di rilanciare e consolidare l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione commerciale, valorizzando in particolare il ruolo dei negozi di prossimità, autentici baluardi del Made in Italy e dell’identità delle nostre città. In quest’ottica, stiamo anche intensificando il dialogo con Confindustria Moda e Assomoda per condividere insieme obiettivi di breve, medio e lungo periodo”.

“Nel corso dell’incontro al Ministero – ha proseguito Federmoda – abbiamo illustrato un pacchetto di proposte concrete per rafforzare il commercio al dettaglio con il conseguente rilancio dei consumi: 1) introduzione di detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi IRPEF per gli acquisti di prodotti moda effettuati nei negozi di prossimità; 2) IVA agevolata sui prodotti di moda Made in UE e sostenibili; 3) un credito d’imposta del 30% sulle locazioni commerciali o una cedolare secca, subordinata a una riduzione concordata del canone; 4) un credito d’imposta del 100% sui costi di commissione per i pagamenti digitali a favore dei negozi con fatturato fino a 2 milioni di euro; 5) un fondo per il ricambio generazionale, l’innovazione e l’ammodernamento dei negozi; 6) l’abolizione dell’esenzione dei dazi sotto i 150 euro e un contributo fisso per ogni pacco proveniente da Paesi extra UE. Serve anche un Patto di filiera con l’obiettivo di applicare il principio ‘stesso mercato, stesse regole’ con l’obiettivo di arginare la concorrenza delle grandi piattaforme online e di alcuni nostri stessi fornitori che scavalcano la distribuzione tradizionale. Siamo fortemente preoccupati – ha concluso Federazione Moda Italia-Confcommercio – perché si è passati da una competizione leale dettata da un mercato con delle regole certe che hanno permesso un pluralismo distributivo a una concorrenza sempre più sleale e che non vorremmo divenisse addirittura letale per il retail e, per effetto domino, anche per l’intera filiera e per le stesse città messe a rischio di desertificazione commerciale”.

Al via i saldi estivi: la lista di Federazine Moda Italia-Confcommercio dei prodotti più ricercati nei negozi di moda

Federmoda, "I saldi rappresentano una risposta vera e autentica da parte di migliaia di negozi di moda"

Con l’avvio ufficiale dei saldi estivi 2025, Federazione Moda Italia-Confcommercio segnala un clima di grande attesa e rinnovato entusiasmo tra i consumatori e i negozi di moda, in un contesto in cui il rapporto qualità-prezzo torna ad essere centrale per gli acquisti. Sulla base delle segnalazioni ricevute dai negozi, Federazione Moda Italia ha elaborato una lista di prodotti più richiesti in questa prima fase di saldi estivi 2025:

  1. Abiti uomo e donna leggeri e giacche in lino e cotone
  2. Polo e T-shirt cotone
  3. Camicie in lino
  4. Pantaloni e bermuda
  5. Giubbotteria di mezza stagione
  6. Sneakers uomo/donna e Sandali donna
  7. Intimo e costumi da bagno
  8. Abbigliamento e calzature bimbo
  9. Abbigliamento sportivo e activewear
  10. Zaini e accessori travel

Per Federazione Moda Italia-Confcommercio: “I saldi rappresentano una risposta vera e autentica di migliaia di imprese del commercio di moda alla sempre più intensa competizione dei nostri stessi fornitori e dell’online. I veri saldi sono quelli che iniziano il 5 luglio e consentono al consumatore finale di acquistare con la sicurezza del prezzo e la trasparenza dello stesso. Solo nei negozi di prossimità è possibile vivere un’esperienza unica grazie ad un servizio esclusivo e a consigli personalizzati. Invito, quindi, tutti i consumatori ad entrare e cogliere le vere occasioni nei negozi di fiducia”.

Confcomercio sui saldi estivi: 203 euro la spesa media a famiglia

Dal 5 luglio al via in tutta Italia

Partono il 5 luglio in tutta Italia i saldi estivi ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (16 luglio). Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 203 euro – pari a 92 euro pro capite - per un valore complessivo di 3,3 miliardi di euro.

Federazione Moda Italia-Confcommercio commenta: “I saldi sono un momento importante per fare shopping di qualità, risparmiando e vivendo appieno la vitalità delle nostre città. Nonostante le difficoltà legate alla situazione internazionale, l'arrivo di 19 milioni di turisti stranieri negli aeroporti italiani offre segnali di speranza. L'estate 2025 si preannuncia come la migliore del terzo millennio in termini di turismo e auspichiamo che lo sia anche per gli acquisti nei negozi di moda. Comprare nei nostri negozi significa mantenere vivo il cuore pulsante delle nostre comunità e preservare occupazione e identità territoriale. L'andamento delle vendite durante i saldi avrà effetti importanti, influenzando di conseguenza la campagna acquisti per la prossima collezione primavera/estate 2026. Per sostenere i consumi interni e il commercio di prossimità, occorre sicuramente il ritorno agli acquisti da parte dei consumatori, ma anche il sostegno del Governo e l'impegno dei fornitori a rispettare i ruoli all'interno della filiera della moda evitando una inutile e sleale concorrenza.”

Estate 2025: al via i saldi con il sorriso e… il sole!

Con l’arrivo dell’estate più calda e soleggiata degli ultimi anni, i saldi estivi 2025 si annunciano con una ventata di entusiasmo e opportunità per consumatori e commercianti.

A partire da sabato 5 luglio, per otto settimane, le vetrine dei negozi si accenderanno di colori, sconti e occasioni da non perdere. Un appuntamento che coniuga la voglia di leggerezza tipica della bella stagione con il piacere dello shopping intelligente.

Nonostante le temperature torride di questi giorni, o forse proprio grazie a esse, l’atmosfera è frizzante e ottimista: l’estate fa bene al commercio e i negozi di vicinato sono pronti a dare il meglio di sé.

“Il cliente - dichiara Roberto Ricchiardi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio-Imprese per l’Italia della provincia di Cuneo - trova nei negozi di prossimità assistenza e consulenza quotidiana”.

“In un mondo dominato da grandi piattaforme online, la presenza umana e la professionalità dei negozianti locali fanno la differenza”.

Come per la precedente edizione, anche questa si svolgerà con l’applicazione piena del nuovo Codice del Consumo, che regola con più chiarezza sconti, promozioni, liquidazioni e anche le vendite online. Un cambiamento importante, voluto da Federazione Moda Italia e Confcommercio, che punta a garantire trasparenza, correttezza e parità di condizioni tra i vari canali di vendita.

I saldi riguarderanno tutto ciò che segue il ritmo delle stagioni: abbigliamento, calzature, accessori moda, abbigliamento sportivo, casalinghi e molto altro. Con regole uniformi su tutto il territorio nazionale, si evitano le “migrazioni da saldi” e si tutela il commercio locale, rafforzando la competitività in modo sano.

Nel frattempo, al Tavolo della Moda nazionale, restano le richieste avanzate al Governo per un sostegno più forte al comparto moda italiano: dalla riduzione dell’IVA alla cedolare secca per gli affitti commerciali ridotti, fino alla detrazione fiscale sui consumi Made in Italy. Misure che potrebbero dare nuovo slancio a un settore vitale per l’economia e per l’identità culturale del Paese.

“Il periodo dei saldi – afferma Danilo Rinaudo, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia della provincia di Cuneo – è un’occasione imperdibile per i clienti/consumatori, che nei negozi di vicinato potranno qualità e cortesia di sempre, con grande varietà di scelta”.

“I saldi rappresentano un passaggio cruciale, in quanto si attendono scelte strategiche e decisioni importanti, in un’ottica di collaborazione lungo tutta la filiera.”

Con l’estate che promette sole e giornate lunghe, i saldi 2025 si presentano come un’occasione ideale per coniugare risparmio, stile e piacere. Che sia per un nuovo paio di sandali, un abito fresco o un regalo per sé stessi, il momento è quello giusto: l’estate è qui, e anche le buone occasioni.

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Saldi invernali 2026

Ecofin: Plauso di Federazione Moda Italia-Confcommercio all'accordo sull'eliminazione dell'esenzione dei dazi per pacchi extra Ue

“Bene l’accordo in Ecofin e l’applicazione della misura dal 2026. Servono politiche omogenee in Europa per centrare l’obiettivo”

Federazione Moda Italia-Confcommercio plaude all’ipotesi che il Governo inserisca nella manovra un contributo per ogni spedizione proveniente da Paesi extra europei sotto i 150 euro.

“Bene il contrasto all’ultra fast fashion. Chiediamo ai consumatori di acquistare in modo consapevole e sostenibile e non prodotti usa e getta”

Convegno in Confcommercio a Milano: “La distribuzione tra crisi, cambiamento e opportunità”

Federmoda: “Il retail della moda, anello fondamentale di una filiera che va salvaguardata e rilanciata con politiche mirate e regole uguali per tutti”

La moda chiede "detrazioni fiscali e Giornata nazionale”

Federazione Moda Italia: “Calano i consumi, chiudono i negozi. Necessari con urgenza segnali forti dal Governo prima che sia troppo tardi”