Federazione Moda Italia
Federazione Moda Italia
Federazione Moda Italia è la più importante rappresentanza d'impresa del settore Moda in Italia costituita nel 1949.
In base all'art. 2 dello Statuto, con riferimento agli ambiti settoriali riconosciuti da Confcommercio-Imprese per l'Italia, Federazione Moda Italia costituisce il sistema di rappresentanza unitario nazionale dei soggetti imprenditoriali che esercitano le attività del commercio al dettaglio e all'ingrosso del settore Moda (e quindi abbigliamento, intimo, calzature, pelletterie), accessori, tessile per la casa ed articoli sportivi, o in attività a queste contigue o affini, che si riconoscono nei valori del mercato e della concorrenza, della responsabilità sociale dell'attività d'impresa e del servizio reso ai cittadini, ai consumatori e agli utenti, ex art. 13 dello Statuto confederale. Tutela e rappresenta a livello nazionale gli interessi sociali ed economici degli operatori fornendo servizi di informazione, formazione, assistenza e consulenza, in coerenza con le esigenze di sviluppo economico, di qualificazione e di supporto.
Federazione Moda Italia è la più importante Organizzazione di rappresentanza del dettaglio e ingrosso dei settori Moda, abbigliamento, calzature, tessile per arredamento, tessuti per abbigliamento, pelletterie, accessori, articoli sportivi, con oltre 30.000 imprese commerciali piccole e medie associate. Aderisce a Confcommercio Imprese per l'Italia e rappresenta le attività delle 92 Associazioni Provinciali di categoria italiane.
Federazione Moda Italia nasce dalla Federazione Nazionale Dettaglianti Tessili Abbigliamento Arredamento fondata il 14 aprile del 1949 assumendo, nel gennaio del 2002, l'attuale denominazione a seguito dall'avvenuta fusione per incorporazione tra Federabbigliamento (incorporante), la Federazione Nazionale Grossisti Abbigliamento e la Federazione Nazionale Pelletterie e Valigerie (incorporate) e nel luglio 2018 Federcalzature.
Federazione Moda Italia, in particolare, tutela gli interessi generali dei soggetti imprenditoriali e professionali che operano nei settori indicati, prefiggendosi di:
- promuovere e tutelare gli interessi morali, sociali ed economici dei soggetti rappresentati nei confronti di qualsiasi organismo, sia pubblico che privato;
- favorire le relazioni fra gli associati per lo studio e la risoluzione dei problemi di comune interesse;
- valutare e risolvere problemi di carattere organizzativo economico e sociale;
- assistere e rappresentare gli associati nella stipulazione di contratti collettivi integrativi e/o nella promozione di ogni altra intesa od accordo di carattere economico o finanziario;
- designare e nominare i propri rappresentanti o delegati in enti, organi o commissioni ove tale rappresentanza sia richiesta od ammessa;
- promuovere e favorire servizi e attivitàdi assistenza alle imprese associate, sotto qualunque forma giuridica, direttamente o indirettamente;
- assumere iniziative intese a promuovere la formazione professionale, tecnica e sindacale degli imprenditori e dei loro dipendenti, nonché porre in atto le azioni necessarie alla formazione di aspiranti imprenditori; concorrere economicamente al conseguimento di tutte le proprie finalità; espletare ogni altro compito che dalle leggi o da deliberati dell'Assemblea sia ad essa direttamente affidato.
| Roberto Ricchiardi | Presidente |
| Micaela Delsanto | Vice Presidente Vicario |
| Valeria Bellino | Vice Presidente |
| Paolo Marini | Vice Presidente |
| Manuela Pecchio | Consigliere |
| Federica Ferrero | Consigliere |
| Paolo Castagno | Consigliere |
| Giulia Noemi Farina | Consigliere |
Tavolo della Moda: Stesso mercato stesse regole in Europa
In occasione del Tavolo della Moda convocato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per la firma del Protocollo d'intesa tra Italia e Francia sulla cooperazione nel settore moda, Federazione Moda Italia-Confcommercio ha espresso soddisfazione per l'istituzione, nell'ambito del Tavolo, di un Gruppo di lavoro stabile dedicato al commercio di moda, accogliendo una proposta avanzata dalla Federazione.
“È un risultato importante – dichiara Federazione Moda Italia-Confcommercio – perché riconosce finalmente che il commercio non è solo un anello della filiera, ma uno dei suoi motori strategici. Senza una rete distributiva moderna e competitiva non può esistere una filiera della moda forte”.
"Al commercio di moda – prosegue Federmoda – servono misure necessarie ed urgenti perché abbiamo bisogno di strumenti immediati. Le nostre priorità sono: 1) il rilancio dei consumi attraverso il bonus moda per l'acquisto di prodotti sostenibili e di qualità nei negozi di prossimità; 2) misure strutturali per affrontare le rimanenze di magazzino; 3) riduzione del peso degli affitti commerciali; 4) sostegno agli investimenti nell’ammodernamento e innovazione dei negozi ; 5) istituzione della Giornata Nazionale della Moda”.
Federazione Moda Italia-Confcommercio valuta positivamente anche l'introduzione, a livello europeo, del dazio di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro, considerandolo un primo passo verso una concorrenza più equa: “Lo diciamo da tempo: stesso mercato, stesse regole. Le imprese europee - conclude Felloni - devono competere nel rispetto delle stesse norme fiscali, ambientali, sociali e di sicurezza. In questa direzione va anche il rafforzamento della nostra collaborazione con la Fédération Nationale de l'Habillement francese per costruire una posizione comune del retail nelle future politiche europee della moda e per regolamentare le vendite online e valorizzare la presenza dei negozi di prossimità”.
Saldi estivi 2026
Partono domani, in tutta Italia, i saldi estivi, ad eccezione della Provincia autonoma di Bolzano (16 luglio). Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 201 euro – pari a 91 euro pro capite - per un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro.
Federazione Moda Italia-Confcommercio commenta: “Con l’avvio dei saldi estivi si conferma alto l’interesse dei consumatori per un appuntamento che rappresenta una grande opportunità per scegliere con più attenzione, trovare capi di qualità a prezzi vantaggiosi e dare valore ai propri acquisti. I saldi sono sicuramente un momento di convenienza, ma anche un invito a comprare meglio: meno prodotti usa e getta, più consapevolezza, più durata. Acquistare nei negozi di moda significa poter contare su assortimento, consulenza e trasparenza, oltre che sostenere le imprese di prossimità e il tessuto economico dei nostri territori. È un modo per unire risparmio, stile e responsabilità, premiando un modello di consumo più attento e sostenibile.”
Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi di base:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
5. Indicazione del prezzo: obbligo di indicare il prezzo normale divendita (tenendo conto anche della Direttiva Omnibus, recepita dal D.lgs 26/2023, in base alla quale va comunicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.
Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione Moda Italia come “Saldi Chiari e Sicuri”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli”.
Moda: L’appello di Federazione Moda Italia-Confcommercio, da Pitti Uomo, una filiera della moda che deve tornare fare sistema
Un nuovo patto di filiera tra produzione, distribuzione commerciale e istituzioni per sostenere il sistema moda italiano, rilanciare i consumi e garantire un futuro sostenibile all'intero comparto.
È questo il messaggio emerso dall'incontro promosso da Federazione Moda Italia-Confcommercio nell'ambito di Pitti Uomo, dal titolo “Nuovi equilibri tra produzione e negozi di moda: strategie per un futuro sostenibile”.
All’evento, dopo i messaggi di del Ministro Adolfo Urso e del Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, e il benvenuto dell’Amministratore Delegato di Pitti Immagine Ivano Cauli, sono intervenuti l'Onorevole Fabio Pietrella, componente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati e Consigliere del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, Pierre Talamon, Presidente della Fédération Nationale de l'Habillement, Marco Angeloni, CEO di Raffaele Caruso S.p.A., Annalisa Calabrese, Amministratore di Incra Srl Calabrese 1924, Angelo Fumarola, Direttore Strategico di I.co.man 2000 S.r.l. – BerWich, insieme al Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni.
Nel suo intervento, il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni ha richiamato l'attenzione sul ruolo centrale dei negozi di prossimità all'interno dell'ecosistema della moda italiana e della condivisione di un progetto europeo per il fashion retail: «I negozi di prossimità rappresentano un presidio economico, sociale e culturale indispensabile per la vitalità e la sicurezza delle nostre città. Difenderli significa tutelare il Sense of Italy».
Federazione Moda Italia-Confcommercio ha inoltre espresso apprezzamento per l'avvio del Gruppo di lavoro dedicato al Retail nell'ambito del Tavolo della Moda presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, considerandolo uno strumento fondamentale per affrontare le criticità del settore e sviluppare misure concrete di sostegno ai consumi e alla filiera. Tra le proposte avanzate figurano l'introduzione di un bonus moda a sostegno degli acquisti nei negozi di prossimità, la riduzione dell'IVA, il credito d'imposta sulle locazioni commerciali e sulle rimanenze di magazzino, investimenti nella formazione del personale di vendita e l'istituzione di una Giornata della Moda Italiana.
«Pitti Uomo – ha concluso Felloni – rappresenta uno dei pochi luoghi in cui produttori e dettaglianti possono ancora confrontarsi direttamente. Oggi più che mai abbiamo bisogno di una politica di coesione, innovazione e rispetto reciproco. Solo attraverso un patto di lealtà tra chi produce e chi vende potremo affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo, garantendo un futuro alla moda italiana e alle comunità che il nostro settore contribuisce ogni giorno a far vivere»
Desertificazione commerciale: Federazione Moda Italia-Confcommercio, nella moda al dettaglio servono interventi urgenti per salvare i negozi di prossimità
La desertificazione commerciale continua a colpire le città italiane e interessa in modo significativo anche il settore della moda. È quanto emerge dall’analisi sulla demografia d’impresa nelle città italiane elaborata dall’Ufficio Studi di Confcommercio.
«La desertificazione commerciale è un problema che riguarda da vicino il nostro settore, tra i più colpiti dal fenomeno, con una contrazione del 36,9% delle attività di abbigliamento e calzature nei centri storici tra il 2012 e il 2025», afferma Federazione Moda Italia-Confcommercio. «Come evidenziato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, si tratta di un’emergenza che richiede regole chiare sull’offerta commerciale nei centri storici, il riutilizzo rapido dei locali sfitti e politiche capaci di coniugare sviluppo economico e urbanistica».
«Il comparto della distribuzione di abbigliamento, calzature e accessori – prosegue Federmoda – è uno degli elementi più identitari del commercio di prossimità. La riduzione dei punti vendita non riguarda solo un settore economico strategico del Made in Italy, ma incide sulla qualità della vita delle città, sulla sicurezza percepita e sulla vitalità delle comunità locali».
Federazione Moda Italia-Confcommercio richiama inoltre l’attenzione sulle nuove criticità legate al contesto internazionale. «Alle difficoltà strutturali del commercio – conclude Federmoda – si aggiungono le tensioni geopolitiche e i primi forse troppo affrettati segnali di aumento dei costi delle materie prime, che potrebbero riflettersi sui prezzi delle nuove collezioni. Uno scenario che rischia di compromettere seriamente le capacità di spesa sia delle imprese della distribuzione sia dei consumatori».
Saldi invernali 2026
Saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro, per un giro di affari di 4,9 miliardi di euro: sono questi, secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali 2026.
Per Federazione Moda Italia-Confcommercio: «C’è grande attesa per i saldi invernali, appuntamento importante per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie italiane. I saldi generano, infatti, benefici diffusi: consentono ai consumatori di acquistare prodotti di qualità e durevoli a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a rivitalizzare e a vivacizzare i centri urbani. Si tratta inoltre di un momento molto sentito anche sotto il profilo turistico, perché favorisce l’aumento dei flussi di visitatori, italiani e stranieri, alla ricerca di un’esperienza d’acquisto autentica. Un’esperienza che garantisce a tutti i consumatori convenienza reale, trasparenza e fiducia, anche grazie ad una data di avvio certa in tutta Italia e a una durata definita. Nei saldi, grazie al servizio e alla consulenza dei commercianti, gli acquisti sono più consapevoli e sostenibili, orientati alla qualità e lontani dalla logica dell’usa e getta».
Ecofin: Plauso di Federazione Moda Italia-Confcommercio all'accordo sull'eliminazione dell'esenzione dei dazi per pacchi extra Ue
Federazione Moda Italia-Confcommercio esprime grande soddisfazione per l’accordo raggiunto in sede Ecofin sull’eliminazione dell’esenzione dai dazi doganali per i pacchi provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore ai 150 euro.
Federmoda ha dichiarato: “Abbiamo particolarmente apprezzato l’accordo preso in Ecofin per introdurre una tassa sui piccoli pacchi che provengono da Paesi extra UE. È un segnale importante per ristabilire condizioni di concorrenza più eque tra i nostri negozi - come sottolineato dal Ministro Giorgetti - e le piattaforme estere che, finora, hanno potuto beneficiare di vantaggi. Bene anche la risposta all’urgenza del problema degli effetti sulla sostenibilità economica e ambientale generati dall’ultra fast fashion, con l’accordo – sostenuto con forza dall’Italia – che prevede l’applicazione della misura già dal prossimo anno”.
“È un passo avanti significativo – aggiunge Federazione Moda Italia – verso un mercato più trasparente e sostenibile da perseguire compatti con politiche omogenee in tutta Europa. Ora chiediamo ai consumatori di acquistare in modo consapevole e responsabile, scegliendo prodotti di qualità, che durano nel tempo, e non capi usa e getta che impoveriscono il lavoro, il pianeta e la cultura del vero Made in Italy”.
Federazione Moda Italia-Confcommercio plaude all’ipotesi che il Governo inserisca nella manovra un contributo per ogni spedizione proveniente da Paesi extra europei sotto i 150 euro.
“Non c’è tempo da perdere. E quindi apprezziamo l’intenzione della maggioranza di affrontare in questa manovra di bilancio gli effetti sulla sostenibilità economica e ambientale generati dall’ultra fast fashion che, tra l’altro, sottrae importanti risorse alla nostra economia e alle casse dello Stato”. Così Federazione Moda Italia-Confcommercio, sull’ipotesi che il Governo inserisca nella Finanziaria un contributo per ogni spedizione proveniente da Paesi extra europei di valore inferiore ai 150 euro che si porrebbe quindi in linea con l'intenzione europea di eliminare la soglia di esenzione dai dazi sui pacchi dello stesso valore.
“È importante che l’Italia lanci un messaggio alla Ue per l’abolizione dell’esenzione dai dazi per le spedizioni extra-Ue di valore inferiore a 150 euro e per l’estensione del regime di responsabilità estesa del produttore (EPR) tessile anche a chi, pur producendo fuori dall’Unione europea, vende direttamente in Italia prodotti di moda”, conclude Federmoda.
Convegno in Confcommercio a Milano: “La distribuzione tra crisi, cambiamento e opportunità”
“E’ necessario che la moda trovi regole eque di mercato e un equilibrio di filiera – dalla produzione e lavorazione delle materie prime ai brand, passando per l’intermediazione professionale, al retail fino al consumatore finale. Ogni anello della filiera è forte solo se tiene insieme gli altri. Tra le distorsioni di mercato più sentite dal dettaglio moda siamo preoccupati per la concorrenza sleale dell’ultra fast fashion (ogni giorno circolano nella UE 12 milioni di pacchi di basso valore esenti da dazi e spesso da controlli); inoltre il rapporto con i fornitori deve sempre essere improntato sulla trasparenza e la collaborazione commerciale.” Così Federazione Moda Italia-Confcommercio nel corso del convegno “La distribuzione tra crisi, cambiamento e opportunità”.
Federazione Moda Italia-Confcommercio propone misure concrete per il rilancio dei consumi e della moda: 1) detrazione fiscale per acquisti nei negozi di vicinato di prodotti moda Made in UE e sostenibili; 2) IVA agevolata sui prodotti moda; 3) abolizione dell’esenzione dai dazi e un contributo ambientale per le spedizioni extra-UE sotto i 150 euro; 4) l’attivazione del Gruppo di lavoro sul commercio al Tavolo della Moda anche in relazione al Piano Strategico per il Commercio della Moda, che presenterà il 17 novembre al MIMIT.
“Riteniamo - ha aggiunto Federmoda - queste interventi urgenti, perché nel 2024 hanno chiuso 18 negozi di moda ogni giorno, per un totale di 6.459 in un anno, e perché la spesa delle famiglie per abbigliamento e accessori negli ultimi 5 anni è calata di quasi 4 miliardi di euro. Oggi è un’occasione per rinnovare il nostro impegno nel costruire un futuro migliore per la moda italiana, dove produzione, trasformazione, intermediazione, commercio e consumatori lavorino insieme per una filiera sempre più unita, sostenibile e competitiva”.
“Un’attenzione particolare – ha concluso – va anche al problema dei contratti di lavoro ‘pirata’, che alterano la concorrenza e compromettono la qualità e la reputazione del Made in Italy. Bene la detassazione degli aumenti contrattuali, ma occorre concentrarsi solo sui contratti ‘leader’ senza escludere i lavoratori che vedranno erogarsi parte degli aumenti nel 2026 per effetto dei rinnovi sottoscritti in annualità antecedenti. Chi risparmia sul lavoro mina le fondamenta di una filiera sana e sostenibile”.
La moda chiede "detrazioni fiscali e Giornata nazionale”
La Fashion week milanese, che porta la moda e Milano sul tetto del mondo, contrasta fortemente con un andamento dei consumi che stenta a decollare. Federazione Moda Italia-Confcommercio parla di “una crisi che da congiunturale sembra diventare strutturale”. I saldi estivi, d’altronde, non hanno dato respiro ai negozi di moda: -5% a luglio e -3,9% ad agosto, confermando il calo già registrato nel primo semestre e quello a doppia cifra (-12%) rilevato dal Centro Studi di Confcommercio sul 2019.
“Sul mondo della moda – afferma Federmoda – si sta abbattendo un uragano che travolge ogni anno 6.500 piccole e medie aziende del retail. Questo fenomeno, così forte e repentino, sta indebolendo tutta la struttura della filiera della moda e demotiva l’apertura di nuovi negozi da parte di donne, giovani e imprenditori che vorrebbero iniziare l’esperienza nella vendita a contatto con il cliente”.
“È importante – prosegue Federazione Moda Italia-Confcommercio – che il governo prenda atto di questa evidenza e intervenga immediatamente con la costituzione di un gruppo di lavoro sul commercio all’interno del Tavolo della Moda presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Servono con urgenza provvedimenti che potrebbero finalmente rilanciare i consumi. Uno di questi, da mettere in atto da subito: la possibilità per il consumatore finale di detrarre dalla propria denuncia dei redditi gli importi relativi agli acquisti di abbigliamento, calzature, accessori, intimo, articoli sportivi, tessuti e tessile per la casa effettuati esclusivamente presso i negozi di vicinato. Poter detrarre anche parzialmente le imposte su questa tipologia di acquisti darebbe spazio ad una rinascita dei centri storici, alla riapertura di tante piccole attività che si sono perse in questi anni e ad assumere e formare nuovi collaboratori con indubbi vantaggi per l’economia, la socialità e la sicurezza. L’Italia è un Paese che si contraddistingue, rispetto a tutte le altre nazioni, per questa caratteristica peculiare di un diffuso commercio ed è una ricchezza che bisogna assolutamente tutelare”.
“In un momento di forte effervescenza per l’intero settore in Italia, grazie alla fashion week di Milano - conclude Federazione Moda Italia - chiediamo anche al Governo l’istituzione di una Giornata nazionale della moda italiana che rappresenterebbe un’occasione per raccontare in modo unitario la qualità, la tradizione e l’innovazione che distinguono il nostro sistema moda, rafforzando il senso di appartenenza e offrendo al mondo un’immagine coesa e autorevole del Made in Italy”.
Tavolo della Moda, "Urgente l'istituzione del Gruppo di Lavoro sul Commercio"
La filiera della moda italiana sta attraversando una fase di grande complessità, che richiede un’analisi approfondita per comprenderele dinamiche del retail italiano e individuare strategie efficaci per superare le difficoltà attuali e cogliere le opportunità future. Daun’indagine di Federazione Moda Italia-Confcommercio sulle aziende associate risulta che, prima dei saldi estivi, i negozi di moda hanno venduto il 35% della merce acquistata dai fornitori, evidenziando un calo degli incassi del 5,6% rispetto allo stessoperiodo del 2024. E i saldi di luglio non hanno invertito il trend. In attesa di analizzare i dati del mese di agosto, in questo contesto è fondamentale esaminare attentamente la situazione per identificare le chiavi di volta che possano guidare il settore verso una ripresasostenibile e una crescita duratura.
Per Federazione Moda Italia-Confcommercio, “il mondo della moda sta vivendo un cambiamento epocale, caratterizzato da un'accelerazione senza precedenti nelle tempistiche, negli usi e nelle abitudini dei consumatori. I social e i mezzi di comunicazione hanno amplificato questo fenomeno, collegando indissolubilmente il settore della moda a una complessa situazione economica e geopolitica globale. Il tema dei dazi è solo uno degli aspetti che contribuisce a generare ulteriori fragilità. È necessario coinvolgere non solo il Governo, ma anche le Regioni, i Comuni e le Camere di Commercio per studiare, insieme al sistema dirappresentanza, soluzioni efficaci”.
“Federazione Moda Italia-Confcommercio rappresenta un patrimonio culturale, economico e turistico unico almondo, con migliaia di negozi sparsi su tutto il territorio nazionale, anche nei paesi e nei borghi più piccoli. È fondamentale tutelare questa peculiarità esclusiva italiana. Per questo, è assolutamente indispensabile che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy istituisca al più presto il Gruppo di Lavoro dedicato al Commercio all'interno del Tavolo della Moda. Una delle principali criticità del settore è la disparità di trattamento tra il mercato online e quello fisico. I prodotti di scarsissima qualità vengono spesso venduti online a prezzi bassissimi, grazie a una tassazione più leggera rispetto ai negozi di vicinato e all'esenzione dei dazi sotto i 150 euro di spesa. È necessario applicare il principio 'stesso mercato, stesse regole' per garantire una concorrenza equa e leale”.
“Il Gruppo di lavoro del Commercio del Tavolo della Moda – continua Federmoda – potrebbe essere un'opportunità per mettere in atto urgenti provvedimenti che possano rilanciare i consumi e per definire parametri e regole che evitino squilibri all'interno della filiera della moda. Stiamo evidenziando una situazione assurda che vede le aziende nel doppio ruolo di fornitrici e concorrenti nel processo distributivo, con il fornitore che diventa spesso il più agguerrito concorrente dei negozi retail. È fondamentale trovare un equilibrio tra le esigenze dei diversi attori del settore, nel rispetto reciproco degli impegni”.
“Per mantenere vive le nostre attività commerciali – conclude Federazione Moda Italia-Confcommercio – sarà necessario fare investimenti non solo economici, ma anche nello stile e nel comportamento dei singoli negozi, per aggiornarli alle esigenze del mercato. Lavoriamo in un’ottica positiva, riscontrando un leggero aumento dei clienti, soprattutto i più giovani, che si rivolgono ai negozi fisici per toccare e provare la merce e per avere un contatto umano con persone che possano ascoltare e consigliare. Questa è la forza del commercio di vicinato, che non dobbiamo disperdere anzi proteggere per esaltarne i valori culturali, sociali ed economici”.