Federcarni

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Il Sindacato Macellai tradizionali della provincia di Cuneo

Siamo un gruppo di macellai tradizionali iscritti ad una delle dieci Associazioni territoriali facenti parte di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo (Cuneo, Alba, Bra, Carrù, Ceva, Dogliani, Fossano, Mondovì, Saluzzo, Savigliano), professionisti che si occupano solo di carne di qualità, della quale loro stessi ha verificato tutti i passaggi della filiera, che sanno come lavorarla e che sono anche in grado di dare il consiglio giusto su come utilizzare i diversi tagli in cucina.

Consiglio direttivo
Chiaffredo Ciancia Presidente
Diego Davide Viglietti Vice Presidente Vicario
Giovanni Battista Gallo Vice Presidente
Gianni Spada Vice Presidente
Flavio Tomatis Consiglieri
Marco Torta Consiglieri
Tommaso Testa Consiglieri
Adriano Fissore Consiglieri
Massimo Favole Consiglieri
Fiorenzo Gonella Consiglieri
Alessandro Arborino Consiglieri
Daniele Garelli Consiglieri
Claudio Giuliano Consiglieri
Giuseppe Olivero Consiglieri
Paolo Alberti Consiglieri
Diego Bertolino Consiglieri
Walter Bessone Consiglieri

Rinnovo cariche Macellai tradizionali Federcarni Confcommercio della provincia di Cuneo, confermato Chiaffredo “Dino” Ciancia, vice Gianni Gallo, Walter Bessone e Gianni Spada

Ciancia, “l’esperienza e la professionalità del Macellaio tradizionale, valore aggiunto al prestigio della carne di qualità”

Il Sindacato dei Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo ha rinnovato le proprie cariche sociali confermando alla presidenza Chiaffredo “Dino” Ciancia di Savigliano, che sarà affiancato dai vice Gianni Gallo di Bra in qualità di vicario, Walter Bessone di Mondovì e Gianni Spada di Cuneo

 

Durante il Consiglio, tenutosi alla presenza di Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo e di Marco Manfrinato, Segretario generale Confcommercio, sono state esaminate le problematiche emerse negli ultimi anni.

 

“Un ringraziamento ai colleghi del Consiglio direttivo – interviene Dino Ciancia, neo confermato presidente del Sindacato dei Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio della provincia di Cuneo – per il riscontro di fiducia ricevuto, con i quali ho condiviso un mandato e con i quali intendo proseguire l’attività sindacale focalizzandola su alcuni obiettivi ben precisi: la valorizzazione della nostra esperienza dietro al bancone e la profonda conoscenza dei tagli della carne, anche attraverso una nuova stagione di sviluppo del marchio “Macellai tradizionali della provincia di Cuneo”, un confronto costruttivo con le aziende che svolgono la raccolta e lo smaltimento degli scarti di macellazione che costituisce un costo importante per le nostre aziende ed anche con le associazioni degli allevatori, nostri fornitori di fiducia”.

 

“Il settore del commercio della carne fresca – precisa Ciancia – non ha dovuto chiudere nelle fasi più acute della pandemia, ma ha comunque sofferto di una drastica riduzione del potere di acquisto delle famiglie”.

“Vorrei ricordare che nelle Macellerie tradizionali il Consumatore trova persone qualificate con grande esperienza, capaci di riconoscere già nell’animale vivo tutte le migliori qualità della carne e pronte a mettere a disposizione tutta la propria professionalità”.

“La questione spinosa – sottolinea Dino Ciancia – che coinvolge tutti i macellai tradizionali è quella dei costi che le nostre aziende devono sopportare per la raccolta e lo smaltimento degli scarti di macellazione di ossa, grasso e del mercato delle pelli, il cui prezzo è crollato durante la pandemia. Dovrà essere attivato un confronto costruttivo con i raccoglitori degli scarti ed i commercianti delle pelli per trovare una soluzione a queste tematiche”.

Il marchio di qualità “Macellai tradizionali della provincia di Cuneo”, di proprietà di Confcommercio provinciale, è stata un’interessante intuizione dell’ultimo quinquennio, in quanto permette agli aderenti, attraverso la sua esposizione in vetrina e sul banco frigo, di valorizzare la propria esperienza e professionalità e, inoltre, di poter effettuare l’etichettatura volontaria in collaborazione con Asprocarne.

“Il Sindacato dei Macellai tradizionali Federcarni – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – è una nostra componente storica; Dino Ciancia e la sua squadra sapranno affrontare le sfide che li attendono a difesa di uno dei tesori della Granda, la carne di qualità”.

Il nuovo Consiglio Direttivo è completato da Alessandro Arborino, Daniele Garelli, Claudio Giuliano per la zona cuneese, Flavio Tomatis e Marco Torta per l’albese, Adriano Fissore e Tommaso Testa per il braidese, Massimo Favole per l’area carruccese, Fiorenzo Gonella per il cebano, Giuseppe Olivero per l’area doglianese, Giovanni Barale e Diego Bertolino per il monregalese e Roberto Margaria ed Antonio Spertino per il saluzzese.

Il Sindacato Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio della provincia di Cuneo esprime un sentito ringraziamento ai colleghi in quiescenza che periodicamente partecipano in qualità di esperti nelle giurie delle Fiere di Cuneo, Carrù e Bra.

“Il settore del commercio delle carni fresche – conclude Chiapella – è strategico ed è un’eccellenza della nostra enogastronomia, che va sostenuta e difesa, a tutela di un’intera filiera nella quale i nostri Macellai sono la rappresentazione della professionalità e qualità verso il Consumatore”.

La richiesta è da indirizzare ad altri operatori al dettaglio, forse più grandi

Ciancia, “Il Macellaio tradizionale è l’ultimo anello della filiera, con consistenti costi per lo smaltimento degli scarti di macellazione, la pandemia ha ridotto la capacità di spesa della clientela”

“Abbiamo letto l’intervento apparso sui mass media – interviene Chiaffredo Ciancia, presidente del Sindacato Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – riguardante lo studio sulla redditività dell’allevamento della Razza Piemontese, i cui risultati sono stati condivisi con i principali operatori del comparto in un convegno organizzato in via telematica lo scorso 7 giugno, al quale hanno partecipato i componenti dei CdA di Coalvi, Anaborapi, Arap, Co&Co, Compral, Amici della Piemontese, La Granda ed Asprocarne”.

“In primo luogo – precisa Ciancia - ci dispiace non essere stati invitati a questo convegno, in quanto il Macellaio tradizionale è l’ultimo anello della filiera della carne; in secondo luogo comprendiamo la situazione e comprendiamo le difficoltà del settore dell’allevamento zootecnico”.

“Respingiamo al mittente – afferma Chiaffredo Ciancia – la richiesta di riconoscere ai produttori il giusto valore della qualità della materia prima e vantarla nei confronti dei consumatori, in quanto lo facciamo da sempre, perché il nostro rapporto con l’allevatore da sempre è alla pari, mentre sono altre organizzazioni commerciali che impongono il proprio peso contrattuale”. “Inoltre, il Macellaio tradizionale sta investendo presso gli allevatori di fiducia risorse maggiori nell’acquisto degli animali rispetto al reale valore dello stesso”.

“Inoltre, - aggiunge Ciancia – occorre considerare la forte riduzione della capacità di spesa del cliente/consumatore e gli ingenti costi che il Macellaio tradizionale sopporta per lo smaltimento degli scarti di macellazione secondo le norme di legge”.

“Il Sindacato Macellai tradizionali Federcarni-Confcommercio della provincia di Cuneo – conclude Ciancia – è da sempre a disposizione per confrontarsi sulla situazione del commercio della carne fresca, sempre con una posizione alla pari con le altre componenti della filiera”.

Celebrata a Cuneo l’ottava edizione della Giornata nazionale “Legalità ci piace!” in collegamento streaming con Confcommercio nazionale

Chiapella, “Occorre porre attenzione alle istanze delle imprese, la pandemia, la crisi di liquidità e la stagnazione dei consumi rischiano di esporre gli imprenditori a fenomeni criminali

Al termine consegnato a S.E. il Prefetto il documento sul fenomeno in Provincia

Grazie alla presenza in video di S.E. il Prefetto Fabrizia Triolo, del Questore Nicola Parisi e di Autorità civili e militari della Provincia e dei presidenti delle dieci Ascom territoriali e dei presidenti delle categorie rappresentate, si è tenuto oggi l’ormai tradizionale appuntamento di Confcommercio, occasione nella quale porre al centro dell’attenzione le problematiche legate al fenomeno dell’illegalità e dell’abusivismo. Al termine è seguito un incontro di una delegazione di Confcommercio ed Associazione Albergatori e Ristoratori con S.E. il Prefetto e la consegna del documento riguardante il tema.

Quest’anno in particolare si è posta l’attenzione su due fenomeni pericolosi legati alla crisi economica e sociale causata da Covid-19 e pandemia, il fenomeno dell’Usura e le infiltrazioni politiche nelle manifestazioni di protesta.

Intere filiere, in particolare quella del turismo – pubblici esercizi, alberghi, tour operatori, trasporti, discoteche, lo shopping, la cultura ed il tempo libero – ma anche molti comparti del commercio al dettaglio, soprattutto abbigliamento, calzature ed accessori moda, hanno registrato crolli verticali di fatturato e moltissime imprese di questi settori hanno chiuso definitivamente l’attività.

“Si tratta di una situazione – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – che soprattutto durante il primo lockdown si è resa ancor più drammatica con la “pressione” della criminalità, che si è fatta sentire su una consistente parte delle micro e piccole imprese del commercio e dei pubblici esercizi”. “Circa il 10% degli imprenditori è risultato esposto all’usura oppure a tentativi di appropriazione “anomala” dell’azienda”.

Negli ultimi sei mesi è aumentato il numero di imprenditori che ha chiesto prestiti a soggetti fuori dai canali ufficiali (14% contro 10%).

La protesta e la politica, se al di fuori di un quadro di legalità, comportano rischi reali per la tenuta sociale.

“La strumentazione del disagio sociale – precisa Chiapella – e della disperazione da parte di ambienti e politici di vario tipo vanno “a braccetto” quando la rabbia è reale, frutto di un anno di gestione dell’emergenza sanitaria legata al “Covid”.

“Si tratta di una rabbia – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – accumulata per mancati ristori, in molti casi mai arrivati, ma soprattutto a causa di aperture annunciate e poi smentite, adeguamenti e messa in sicurezza dei locali onerose a carico di categorie che non lavorano da mesi; una rabbia dietro la quale si nascondono furbetti ed evasori, però non cambia il problema”.

“Siamo coscienti – conclude Chiapella – che lo Stato non possa farsi carico interamente delle perdite di interi settori, ma ha il dovere di dare certezze su aperture e tutelare chi non può ancora “ripartire””. “In questa situazione di tensione sociale è forte il rischio di attacco all’ordine pubblico ed alla legalità; la strumentazione politica non è ammessa dal nostro punto di vista”. “Denunciamo e condanniamo con fermezza ogni forma di protesta al di fuori della legalità; auspichiamo una significativa velocizzazione delle vaccinazioni e nel contempo date certe sulle riaperture”.

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III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

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Savigliano, 2 ottobre 2020

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