Silb-Fipe

Silb-Fipe

Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo

Il SILB nasce nell’ambito della FIPE con la denominazione Sindacato Nazionale Pubblici Esercizi con Orchestra Varietà e Danze il 24.02.1967 e il 19.09.1985 assume la denominazione di Sindacato Italiano Locali da Ballo. Nel 1995, pur mantenendo la stessa sigla, muta la denominazione in Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo.

Attualmente è presieduto da Maurizio Pasca, imprenditore salentino. SILB-FIPE aderisce a CONFTURISMO e a livello internazionale ad HOTREC organizzazione del più ampio settore HO.RE.CA. La sede è presso FIPE-CONFCOMMERCIO a Roma in Piazza G.G. Belli 2.

ORGANIZZAZIONE

SILB-FIPE, Organizzazione leader del settore dell’intrattenimento serale e notturno, associa oltre il 90% delle imprese del comparto censite dalle Camere di Commercio.

E’ strutturata in ambito territoriale, tramite gruppi provinciali all’interno del sistema FIPE-Confcommercio. In tale contesto è ormai presente in 103 province.
A livello regionale è organizzata in Coordinamenti regionali Silb-Fipe all’interno delle Unioni Regionali Confcommercio.

MISSION

Silb offre alle Associazioni territoriali ed ai singoli soci, competenze specifiche nel settore, tutela legale, assistenza politico-sindacale, promuovendo la formazione e la crescita professionale  di impresa e fornendo strumenti di orientamento e di sviluppo.

Rappresentanti
Federica Toselli Rappresentante

Vicini al Mondo della Ristorazione

Il Presidente dell'Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, a seguito dell'articolo di Elena della Trattoria da Lele di Murazzano apparso su La Stampa di ieri, 1° Marzo 2021, dichiara, anche a nome della Giunta, la sua vicinanza al mondo della ristorazione

Un mondo in sofferenza, come anche lo sono in forma diversa gli alberghi, i bar, le agenzie di viaggio, i campeggi, i locali da ballo e di spettacolo e più in generale il comparto della montagna.
Una sofferenza che deriva da una pandemia di immani proporzioni che colpisce a vario livello tutto il comparto rappresentato dall'Associazione.

 

Cominciamo col dire che i Ristoratori NON sono degli untori; un termine che fortemente rigettiamo.

Purtroppo va evidenziato, quale esempio generico, che, per una serie di concause, spesso i tempi con cui ci vengono comunicate le variazioni di colore - che inevitabilmente comportano oggettivi problemi gestionali - sono ridicoli. Tante sono le cose che possono esser migliorate per dare respiro.

Il mondo della ristorazione NON si lamenta fine a sé stesso, ben comprendendo che è vittima del momento. Ma non per questo il comparto va abbandonato.

Gli Esercenti si sono adoperati in tutto e per tutto al fine di adeguarsi alle varie normative ed hanno investito in questo ingenti risorse. Malgrado ciò a volte accade che ci sia chi tra gli avventori chi crea assembramenti che di fatto penalizzano i gestori.

Ragione per la quale il mondo della ristorazione ne patisce.

Oltre a rigettare con forza il termine di "untori" si chiede quindi una maggior attenzione alle tempistiche che stabiliscono norme a seconda del colore, si chiedono ristori adeguati parametrati ad altri Stati membri dell’Unione Europea. È noto che in alcuni Paesi i ristoranti siano altrettanto chiusi, per periodi persino più lunghi dei nostri. Ma di contro in questi Paesi i ristori riservati sono puntuali e cospicui. Di certo ben maggiori rispetto a quel poco che fino ad oggi è arrivato a noi.

Chiediamo anche politiche di vaccinazione adeguate, celeri e rispondenti alla necessità di giungere ad una sorta di immunità di gregge che consenta a tutto il comparto turistico, non solo alla ristorazione, di riprendere a operare come tutti si aspettano. E tutto quanto il Governo può e vorrà fare per dare ossigeno, quell'ossigeno che il virus priva non solo a coloro che si ammalano ma anche all’economia.

La cultura dell'enogastronomia è uno dei fiori all'occhiello del Turismo e non solo di quello.

Facciamo in modo che NON muoia! Fate in modo di preservarla, sostenendola!

Silb-Fipe-Confcommercio presenta #MUSICAFUTURA // un anno senza noi

Lunedì 22 febbraio 2021, dalle ore 14,00

Febbraio 2020-febbraio 2021: un anno trascorso senza musica, senza la sua forza aggregante e comunicativa; un anno che ha cambiato le vite di tutti noi, sul quale riflettere e trovare spunti per una ripartenza in piena sicurezza. In quest’ottica e con questa prospettiva lunedì 22 febbraio 2021 (dalle ore 14 alle ore 20) SILB-Fipe-Confcommercio promuove presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (Treviso) la giornata #MUSICAFUTURA (un anno senza noi), con una serie di panel tesi a coinvolgere tutti i protagonisti dell’industria musicale: tutto in diretta streaming sul sito di SILB-FIPE

“Un anno di locali chiusi – afferma Federica Toselli, presidente del Sindacato Discoteche e Locali da ballo Silb-Fipe-Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo - con la speranza che tutti possano ripartire nel momento in cui il Governo e la situazione della pandemia consentirà le riaperture; Silb-Fipe – precisa Toselli - sta lavorando per ridiscutere sicurezza e capienze, comunicazione di strategia per le riaperture, dialogo continuo con la Siae, trattative sui contratti dei lavoratori e con il Governo per i ristori“. 

“Siamo al fianco – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – delle discoteche, dei locali da ballo, del mondo dell’intrattenimento, divertimento, della musica e dello spettacolo, ai quali da troppo tempo è impedito di poter lavorare e svolgere la loro importante funzione sociale ed economica; troppe famiglie sono alla fame senza gli opportuni ristori”.

“Un ringraziamento particolare – conclude Federica Toselli - va alla Regione Piemonte nella persona del suo presidente Alberto Cirio per gli interventi straordinari attivati per il settore, un primo come Bonus Piemonte 2020 ed un secondo in via di definizione, un aiuto importante!”.

Il programma di #MUSICAFUTURA:

ore 14.00 #MUSICAFUTURA: introduzione

ore 14.45 Silb-Fipe-Confcommercio: contarsi e raccontarsi ripartendo dalle soluzioni

ore 16.00 Il Ballo 2.0, il fattore innovazione: alleanza di pratiche virtuose

ore 16.30 L’orizzonte è comune: chi lavora per migliorare le regole del gioco (F.M.U.)

ore 17.30 Quando il ballo è di coppia

ore 18.00 Se i protagonisti sono i ragazzi e ragazze (e lo sono per davvero)

ore 18.40 Clubbing, etica, cultura, comportamenti: una sfida importante

ore 19.15 #MUSICAFUTURA: quale futuro per la musica da ballo

Partecipano : SILB-Fipe, Accademia da Ballo Riva Salsera, A-DJ, AID, AISS, Assomusica, Audicoop, Co.Ge.U, Sils, De Musica, Disma, El Patio, Ekonore, Mamamia Club, Obis, Produzione Bagutti, Sils, SuperART, Tenax Firenze, unannosenzamusica, Worldrise.

Nel corso della giornata gli interventi saranno accompagnati da una serie di contributi video provenienti da tutta Italia.

Il SILB è nato nel 1967, nell’ambito di Fipe-Confcommercio (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) come Sindacato Nazionale Pubblici Esercizi con Orchestra Varietà e Danze; nel 1985 ha assunto la denominazione di Sindacato Italiano Locali da Ballo, mutata nel 1995 in Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo , mantenendo la stessa sigla. Dal 2011 è presieduto da Maurizio Pasca.

La programmazione completa e tutti i contenuti di #MUSICAFUTURA a questo link

“Pretendiamo risposte urgenti per evitare che venga azzerato un intero comparto produttivo”

Domani, in video conferenza, incontro con i Parlamentari della Granda organizzato da Confcommercio della provincia di Cuneo ed Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici provinciale

“C’è aspettativa – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – vista la conferma della presenza virtuale di 6 Parlamentari su 8 eletti, ai quali, insieme a Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori, chiederò impegni precisi su quelle che sono le necessità urgenti e sul medio periodo per tutto il comparto turistico, dei pubblici esercizi, dell’intrattenimento, catering e banqueting e in generale di tutto il settore Horeca”.

“La situazione è drammatica – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – perché abbiamo settori che sono fermi da un anno, come l’intrattenimento ed il catering, altri chiusi praticamente da circa 160 giorni come i ristoranti ed i bar che devono servire le consumazioni all’aperto”.

“Ai parlamentari chiederemo – precisa Chiesa – impegni su interventi urgenti per sostenere il settore, quali i crediti d’imposta sui canoni di locazione, l’esenzione dal pagamento dell’Imu per l’anno 2021, provvedimenti sulla liquidità, azzeramento dei costi di commissione e sulle transazioni elettroniche entro i 50 euro per il 2021, prolungamento degli ammortizzatori sociali e decontribuzione sulla cassa integrazione, proroga del credito d’imposta su sanificazione e acquisto dpi fino al 31 dicembre 2021, azzeramento dell’Iva sulla somministrazione durante il periodo della crisi ed esenzione dalla Tari e di tutti i tributi locali”.

“In troppi pensano – conclude Luca Chiapella - che sia sufficiente riaprire per riprendere l’attività: non è così e non lo sarà più per una serie di concause, come le infrastrutture digitali e stradali che da troppi anni penalizzano l’intera provincia di Cuneo”.

Appello dei Pubblici Esercizi a Patuanelli: “Abbiamo una strategia per riaprire. Voi restituiteci la Dignità”

Restituire la Dignità al settore dei Pubblici Esercizi, attraverso un piano ben definito che conduca a una riapertura in sicurezza dei locali. Una riapertura anche graduale, purché stabile e in grado di garantire l’effettiva possibilità di lavoro a 300mila imprese, che negli ultimi 12 mesi hanno registrato circa 38 miliardi di euro di perdita di fatturato.

È questa la principale richiesta contenuta nel documento unitario presentato da Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti al ministro per lo Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio, per via telematica. Un faccia a faccia fortemente voluto e richiesto dalle associazioni maggiormente rappresentative del settore dei Pubblici esercizi e che ha visto la presenza anche del viceministro Alessia Morani e dei sindacati di categoria, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

“Nonostante gli investimenti già fatti dagli imprenditori del settore – spiegano Fipe e Fiepet - siamo disponibili a implementare i protocolli sanitari, coinvolgendo anche il Comitato tecnico scientifico, con l’obiettivo di riprendere l’attività serale di ristorazione nelle Regioni gialle e dare la possibilità ai locali di restare aperti almeno sino alle 18 nelle zone arancioni”.

“Nel 2020 il mondo della ristorazione è rimasto chiuso in media 160 giorni, mentre le imprese di catering e i locali di intrattenimento hanno di fatto perduto l’intero anno. Ecco perché – proseguono le associazioni di categoria – è essenziale rafforzare le misure economiche a sostegno del settore, a cominciare dal decreto ristori Quinques, rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi a fondo perduto su base annua. Non solo. È indispensabile esentare i Pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021, prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi, intervenire sulle locazioni commerciali, prorogando di altri 4 mesi il credito d’imposta e incentivando i locatori a ridurre i canoni ed estendere a 15 anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a 800mila euro garantiti dal Fondo Centrale di garanzia. Provvedimenti straordinari per far fronte a un’emergenza straordinaria, che rischia di far scomparire un settore che dà lavoro a 1,2 milioni di persone e rappresenta una componente essenziale della filiera agroalimentare e dell’offerta turistica del nostro Paese”.

“Serve ingranare una marcia diversa – concludono Fipe e Fiepet -, che inverta la stessa impostazione di principio riservata in questi mesi al settore dei Pubblici Esercizi, vittime di un rating reputazionale massacrato dalle insinuazioni sulla sicurezza e dalla classificazione di attività “non essenziali. Le nostre imprese non sono interruttori, ma da sempre tengono accesa la luce in tutto il Paese: oggi meritano questo rispetto” Apertura e disponibilità da parte del Ministro Patuanelli che ha ritenuto condivisibili le considerazioni e le richieste fatte dalle associazioni. Il Ministro ha inoltre dichiarato di aver già richiesto un tavolo di confronto con il Ministro della Sanità e con il CTS per discutere sulle modalità di ripartenza del settore intervenendo sui Protocolli Sanitari, ha condiviso l’ipotesi di un commissario straordinario che gestisca lo stato di crisi del comparto, e ha confermato lo stanziamento di ulteriori ristori perequativi e progressivi, rapportati alle perdite di fatturato dell’intero anno 2020, mentre per l’esercizio 2021 si procederà inizialmente riprendendo le vecchie modalità utilizzate per gli indennizzi a fondo perduto.

Le rappresentanze dei Pubblici Esercizi incontrano Patuanelli: “Presenteremo un piano di interventi per ripartire”

È fissato per lunedì prossimo alle 16 l’incontro tra i vertici di Fipe-Confcommercio, Fiepet Confesercenti, i sindacati dei lavoratori del settore e il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. L’incontrò era stato richiesto con una lettera dalle stesse associazioni delle imprese del settore e dai sindacati dei lavoratori - Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil- il 4 gennaio scorso. Obiettivo dell’incontro é quello di individuare un piano di interventi efficaci e coordinato a sostegno dei lavoratori e delle imprese della ristorazione e dell'intrattenimento, messi in ginocchio da mesi di sostanziale inattività, da una perdurante incertezza e misure di indennizzo non sufficienti.

“Presenteremo un documento unitario – sottolineano Fipe e Fiepet – con proposte immediatamente implementabili nel decreto legge "Quinques", in fase di predisposizione da parte del Governo, sui temi degli affitti, del lavoro, della liquidità, delle concessioni e dei ristori. Sono proposte che stiamo avanzando da tempo, ci auguriamo che portarle all’attenzione del Ministro in modo unitario e organico possa rappresentare la svolta necessaria per mettere la categoria nelle condizioni di lavorare con continuità, sicurezza e serenità. Siamo una componente essenziale del Prodotto Interno del Paese, con 300mila imprese e più di un milione di addetti. Noi presenteremo le nostre proposte, dall’incontro vorremo uscire con un impegno e un cronoprogramma preciso su indennizzi e aperture.”

Oltre al ministro Stefano Patuanelli, parteciperà all’incontro anche il sottosegretario Alessia Morani.

Manifestazione Fipe, il grido dei 10mila: “Siamo a terra! Ci rialzeremo, ma gli aiuti arrivino subito”

Piazze piene in tutta la penisola per la protesta pacifica organizzata dalla Federazione dei Pubblici Esercizi. Appello al Governo: “Fate presto, altrimenti riaprire sarà impossibile”

Una protesta tanto ordinata e silenziosa quanto determinata. Sono oltre 10mila le persone che si sono riunite nelle 25 piazze allestite lungo tutta la penisola per esprimere i valori economici e sociali della ristorazione e dell'intrattenimento italiano. La chiusura anticipata di bar e ristoranti e le misure restrittive nei confronti di imprese di catering, banqueting e intrattenimento, rischia di essere il colpo di grazia ad un settore sull'orlo del baratro fallimentare.

Imprenditrici e imprenditori che, chiamati a raccolta da Fipe–Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, hanno simbolicamente apparecchiato per terra, disponendo oltre 1000 coperti rovesciati a ricordare alla politica lo stato di emergenza nel quale versa il settore della ristorazione con 300mila posti di lavoro a rischio, 50mila aziende che potrebbero chiudere entro fine 2020 e 2,7 miliardi di euro bruciati solo per effetto dell’ultimo decreto. Protesta del tutto apolitica, pacifica e nel pieno rispetto delle regole, a dimostrazione del grande senso di responsabilità che ha sempre caratterizzato gli imprenditori del settore.

“Noi oggi siamo a terra ma non ci arrendiamo – sottolinea il Presidente della Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani -. Prima della pandemia davamo da mangiare a oltre 11 milioni di persone ogni giorno e vogliamo continuare a farlo. Oggi ci viene chiesto di sospendere la nostra attività per senso di responsabilità e per contribuire a ridurre l’impennata dei contagi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, pur sapendo che i nostri locali sono sicuri. Lo sappiamo perché lo dicono i dati e lo sappiamo perché nei mesi scorsi abbiamo investito tempo, risorse ed energie per renderli sicuri. Non siamo untori e rivendichiamo il diritto di lavorare”.

“Il Decreto Ristori approvato dal Governo – prosegue Stoppani - è un primo importante segnale che va apprezzato, ma dopo decine di provvedimenti che hanno avuto problemi a diventare realmente operativi, penso ad esempio ai ritardi della cassa integrazione, il fattore tempo è essenziale per recuperare un po' di fiducia nelle istituzioni. Se le risorse promesse non arriveranno sui conti correnti degli imprenditori entro i primi giorni di novembre, il Paese perderà una componente essenziale dell’agroalimentare e dell’offerta turistica che da sempre ci rendono unici al mondo”.

Proprio per ribadire l’importanza del settore della ristorazione e dei pubblici esercizi in generale, i partecipanti alla manifestazione hanno imbracciato una serie di cartelli con impresse le loro parole d’ordine: dalle categorie professionali (cuochi, lavapiatti, bartender, sommelier, bagnini…) ai valori rappresentati (professionalità, accoglienza, ospitalità, passione…) ai numeri della crisi. Un modo per raccontare un mondo di saperi che rischia di perdersi.

Comunicato sull'esito della riunione del 30 settembre 2020 con il Ministro Patuanelli

Da pochi attimi si è conclusa la riunione odierna con il Ministro Patuanelli, a cui abbiamo partecipato unitamente alle altre associazioni di categoria, avente ad oggetto il ristoro alle aziende del nostro settore per la perdurante sospensione dell’attività di pubblico spettacolo.

Il Governo dunque, nella persona del Ministro, ha riaperto le trattative e si è reso fattivamente disponibile ad accogliere le nostre legittime istanze.

Tuttavia le previsioni in ordine al quantum dei finanziamenti originariamente richiesti dalle tre associazioni di categoria rappresentanti il 100% del settore con documento a firma congiunta, sono risultate oggi di gran lunga ridimensionati e, purtroppo, assolutamente inadeguati.

Si è tuttavia ottenuta la promessa di una immediata ricerca di ulteriore disponibilità economica, unitamente alla segnalazione per cui alcune regioni, come ad esempio l’Emilia Romagna, si sono rese disponibili ad affiancare il Governo negli sforzi necessari ad idoneamente indennizzare il nostro settore.

La strada è impervia, ma l’Associazione è al Vostro fianco e Vi terrà aggiornati sui prossimi sviluppi.

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III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

La proposta di Silb-Fipe-Confcommercio per riaprire i locali da ballo in sicurezza: “mascherina sempre, anche quando si balla e sanzioni pesanti per i trasgressori”

Il Presidente Pasca: “Chiediamo di poter lavorare garantendo la sicurezza nostra e dei nostri clienti. I comportamenti errati non sono imputabili al luogo, bensì alle persone che li compiono, in una discoteca come altrove”

Mascherina da indossare sempre, anche mentre si balla, e sanzioni pesanti per chi non rispetta le regole, così come accade per chi viola la legge fumando all’interno di locali chiusi. Queste alcune delle proposte di Silb-Fipe-Confcommercio, l'Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo, per evitare che sia prorogato lo stop alle discoteche stabilito durante la conferenza Stato Regioni dello scorso 16 agosto e in vigore fino al prossimo 7 settembre. Tra le misure di sicurezza proposte da Silb ci sono, inoltre, la garanzia di un ricambio d’aria più frequente rispetto alle precedenti norme, il distanziamento di 1 metro e i balli di coppia consentiti solo ai congiunti, la possibilità di effettuare screening del pubblico anche all’uscita dei locali, magari in collaborazione con la Regione e il riconoscimento della responsabilità individuale dei clienti sul rispetto delle norme all’interno dei locali. Il tutto in aggiunta a quanto già previsto dalla legge: la misurazione della temperatura e il tracciamento del pubblico all’ingresso, rigidi controlli sul personale obbligato a indossare la mascherina durante tutte le ore di attività e l’obbligo di mettere a disposizione di tutti e in diversi punti del locale materiali igienizzanti.

“Il nostro settore è il più colpito da questa tremenda crisi. Ci sono aziende ferme dallo scorso febbraio, sei mesi fa! Quale attività può permettersi di restare chiusa così a lungo senza gli adeguati supporti? - dichiara Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe-Confcommercio - La maggioranza dei nostri imprenditori lavora in maniera seria e responsabile e non possiamo permettere di far passare un’intera categoria come la causa principale della nuova impennata di contagi che, purtroppo, ha caratterizzato il mese di agosto. Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori, ma a chiudere siamo solo noi”.

“Da sempre la discoteca è un facile capro espiatorio. - continua Pasca - ma come categoria, vogliamo impegnarci in maniera propositiva per trovare delle soluzioni che ci consentano di lavorare per sostenere noi e i nostri dipendenti, e di farlo in maniera sicura, consapevoli del fatto che la tutela della salute è imprescindibile. Ecco perché facciamo alle Istituzioni competenti una proposta concreta per evitare di proseguire con uno stop che risulterebbe devastante per tutti noi. Quello che chiediamo è di poter lavorare, così come fanno tutti gli altri. Sarà cura dei nostri imprenditori verificare che le regole, come indossare la mascherina sempre, anche quando si balla, siano rispettate da tutti. Pena sanzioni economiche molto pesanti. Ribadisco con forza che i comportamenti errati non sono imputabili al luogo, bensì alle persone che li compiono, in una discoteca come altrove”.

“Resta, inoltre, necessario un impegno forte da parte del Governo per garantirci il supporto adeguato per provare a superare una crisi senza precedenti - conclude Pasca - Per questo le nostre richieste sono molto chiare: parliamo di contributi a fondo perduto, prestiti garantiti dallo Stato, credito d’imposta per locazioni commerciali e sgravi fiscali importanti”.

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Savigliano, 2 ottobre 2020

III edizione della Convention di Sistema Confcommercio-Imprese per l'Italia-della provincia di Cuneo

News

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