Associazione Albergatori

Associazione Albergatori

Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo

L’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici è il sindacato unitario del settore turistico della Provincia di Cuneo, aderente alla “Confcommercio-Imprese per l’Italia Provincia di Cuneo”. La sede provinciale è presso la medesima – Via A. Avogadro n. 32 – Cuneo. Per effetto del doppio inquadramento tutti i soci delle singole Associazioni territoriali appartenenti al settore del turismo sono automaticamente soci dell’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici.

Le Associazioni territoriali della provincia di Cuneo sono:

ASCOM CUNEO           Via A. Avogadro 32
ASCOM ALBA               P.za S. Paolo n. 3
ASCOM BRA                 Via Euclide Milano 8
ASCOM CARRU'           Via Zavatteri n. 1
ASCOM CEVA               Via A. Doria n. 18
ASCOM DOGLIANI       Via Marconi, 10
ASCOM FOSSANO       Via San Michele 25
ASCOM MONDOVI'       Piazza Roma 2
ASCOM SALUZZO         Via Torino 44
ASCOM SAVIGLIANO    Via Mabellini n. 2/1

All’interno dell’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici della provincia di Cuneo sono ricomprese le seguenti categorie:

  • - L’Associazione Cuochi Provincia Granda
  • - FAITA – FederCamping  rappresenta e tutela gli interessi ed i diritti delle imprese turistico-ricettive dell’aria aperta (camping e villaggi turistici)
  • - FEDERALBERGHI – Federazione delle Associazioni italiana degli alberghi e hotels - rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali
  • - FEDERALBERGHI EXTRA - Sindacato italiano delle attività ricettive extralberghiere di bed & breakfast, affittacamere e locande, case... 
  • - FIAVET -  Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo, è una associazione di imprese che raggruppa e rappresenta le agenzie di viaggio e imprese turistiche.
  • - FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è una associazione del settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo. Essa rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò.
  • - SILB-FIPE - Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. La mission è offrire ai singoli soci, competenze specifiche nel settore, tutela legale, assistenza politico-sindacale, promuovendo la formazione e la crescita professionale  di impresa e fornendo strumenti di orientamento e di sviluppo.

Infine l’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo in collaborazione con i Consorzi Turistici della provincia di Cuneo: 
Cônitours - Consorzio Operatori Turistici Provincia di Cuneo, Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, Consorzio Terre Reali del Piemonte, Consorzio Valle Maira offre l’opportunità di far sognare, scoprire, organizzare, costruire e infine prenotare la vacanza in provincia di Cuneo. 

Giunta Esecutiva
Giorgio Chiesa Presidente
Danilo Rinaudo Vice Presidente Vicario
Carlo Giorgio Comino Vice presidente
Giacomo Badellino Vice Presidente
Federica Toselli Vice Presidente
Alessandro Pavesio Vice Presidente
Silvia Ferrero Membro della Giunta
Andrea Silvestro Membro della Giunta
Nicola Gallina Membro della Giunta
Umberto Ferrondi Membro della Giunta
Daniele Lubatti Membro della Giunta
Mattia Germone Membro della Giunta
Francesco Modaffari Membro della Giunta
Michele Pianetta Membro della Giunta
Marco Bertorello Membro della Giunta
Comm. Andreino Durando Presidente Onorario
Consiglio Direttivo
Andrea Macario Consiglio Direttivo
Elio Parola Consiglio Direttivo
Marco Basso Consiglio Direttivo
Massimo Camia Consiglio Direttivo
Renzo Montà Consiglio Direttivo
Federico Boglione Consiglio Direttivo
Paolo Pavarino Consiglio Direttivo
Davide Pagliano Consiglio Direttivo
Fabrizio Dho Consiglio Direttivo
Giovanna Maria Ravalli Consiglio Direttivo
Stefano Fornetti Consiglio Direttivo
Giampiero Gianaria Consiglio Direttivo
Manuela Giuganino Consiglio Direttivo
Emilio Aledda Consiglio Direttivo
Giuseppe Carlevaris Consiglio Direttivo
Ferrucccio Ribezzo Consiglio Direttivo
Riccardo Veglia Consiglio Direttivo
Marco Andreis Consiglio Direttivo
Andrea Caula Consiglio Direttivo
Roberta Genre Consiglio Direttivo
Pino Adamo Consiglio Direttivo
Paolo Destefanis Consiglio Direttivo
Alberto Giraudo Consiglio Direttivo
Andrea Delsoglio Consiglio Direttivo
Vincenzo Tarable Consiglio Direttivo
Christian Seymand Consiglio Direttivo
Simona Oliveri Consiglio Direttivo
Ignazio Sanneris Consiglio Direttivo
Fabrizio Pio Consiglio Direttivo

Nominati i vice presidenti dell’Associazione Albergatori, Danilo Rinaudo (vicario), Carlo Giorgio Comino, Giacomo Badellino, Federica Toselli, Alessandro Pavesio

Nella riunione tra i temi affrontati anche il grave problema dell’enorme rincaro dei costi energetici che si sta abbattendo sul costo materie prime ed a cascata si ripercuoterà sui costi finali dei pubblici esercizi e dell’ospitalità in particolare

Chiesa, “impossibile assorbire questi aumenti mantenendo la qualità”

A seguito del rinnovo del proprio Consiglio direttivo provinciale avvenuto lo scorso mese, recentemente si è riunita la Giunta esecutiva dell’Associazione Albergatori per la nomina dei vice presidenti ed affrontare i temi più scottanti del momento per il Turismo.

Sono stati confermati alla vice presidenza Danilo Rinaudo, quale vicario, presidente dell’Ascom di Saluzzo, Carlo Giorgio Comino, presidente dell’Ascom Monregalese, mentre sono stati chiamati a tale ruolo Giacomo Badellino, presidente dell’Ascom di Bra, Federica Toselli, presidente del Sindacato dei Locali da Ballo Silb-Fipe ed Alessandro Pavesio in rappresentanza dell’Associazione Cuochi Provincia Granda.

“La nuova Presidenza – afferma – il Comm. Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, aderente a Confcommercio - insieme ai gruppi di lavoro su temi specifici ed all’intero Consiglio direttivo sarà di assoluta utilità per affrontare i problemi del Turismo ed accompagnare le aziende a quella rinascita che tutti ci auguriamo ma che dobbiamo costruire insieme alle istituzioni, nazionali e locali”.

“Durante la riunione – precisa Chiesa – è stato affrontato il problema dell’enorme rincaro dei costi energetici e, di conseguenza, delle materie prime che si sta ripercuotendo sulla stessa sostenibilità delle nostre aziende, in quanto senza interventi del Governo centrale è impossibile il mantenimento della qualità dei prodotti utilizzati e del servizio”. “A questo si aggiunge la preoccupazione dei nostri associati che si trovano in situazione di forte disagio a seguito delle norme stringenti legate alla pandemia, della proroga dello stato di emergenza che, per contro, non sono controbilanciate da forme di sostegno quali la proroga delle moratorie sui mutui, della cassa integrazione e del credito d’imposta legato agli affitti”.

“Ringrazio i Colleghi membri di giunta e del consiglio – conclude Chieda – per la collaborazione e disponibilità; il ruolo dell’Associazione, da sempre fondamentale per la base associativa, in questo momento storico risulta quanto mai essenziale per il lavoro comune a favore dello sviluppo del settore nel mandato che dovrà essere di rinascita e crescita”.

Hotel, la grande crisi: -71% di presenze nelle città d'arte

Federalberghi ai Sindacati: senza cassa covid situazione insostenibile

La situazione generata dalla pandemia continua a tartassare il turismo italiano ed in particolar modo il comparto ricettivo. Ad evidenziare il tema della grande crisi per gli hotel sono i dati recentemente diffusi da tutti gli osservatori nonché il desolante scenario delle città d’arte, private del turismo straniero.

La nuova ondata di contagi, inoltre, ha determinato un’ulteriore diminuzione delle già scarse presenze nelle strutture ricettive, aggravandone la situazione economica e finanziaria.

Il quadro assume l’aspetto più allarmante proprio nelle località nelle quali maggiore è il peso delle presenze degli stranieri.

Per scongiurare la deflagrazione della crisi, il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, si è rivolto ai segretari generali delle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sollecitando un incontro urgente per l’esame delle prospettive del settore e per la verifica dell’attuazione delle richieste avanzate dalle parti sociali a Governo e Parlamento.

“Le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze turistiche registrate in Italia, hanno subito un crollo del 71% nel 2021: è pressoché impossibile sopravvivere con questi dati” dichiara Bocca.

“Non stupisce quindi - prosegue il presidente dell’associazione degli albergatori - che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato”.

“A fronte di ciò – sottolinea ancora Bocca - non hanno ad oggi trovato riscontro i pressanti inviti rivolti al Governo e al Parlamento per l’adozione di misure emergenziali in favore del settore che abbiamo a più riprese congiuntamente richiesto e, in particolare, la proroga degli ammortizzatori sociali Covid-19”.

In relazione a quest’ultimo aspetto, l’impedimento nel poter fare ricorso all’integrazione salariale di emergenza sta portando – nelle realtà maggiormente colpite dalla crisi – alle aperture di tavoli sindacali per la riduzione di personale.

E’ evidente che si sta vivendo un dramma quotidiano, che rischia di provocare un contraccolpo durissimo ai 500 mila lavoratori e di conseguenza alle loro famiglie.

Dati Istat, Federalberghi: nessun trionfalismo per il Turismo, il 2020 anno peggiore della storia

In riferimento ai dati diffusi stamani da Istat ed ai toni entusiastici con i quali sono stati commentati, Federalberghi esprime “tutta la sua contrarietà”.

 “Questi dati – riporta la nota dell’associazione degli albergatori - ci lasciano con l’amaro in bocca. Nessun trionfalismo riteniamo possa aver ragione d’essere in relazione alla classifica europea secondo la quale l’Italia sarebbe il paese meno danneggiato dalla scarsa presenza dei turisti nel periodo pandemico. In realtà il 2020 è stato l’anno peggiore della storia, considerando poi che nei primi mesi dell’anno, quelli cioè caratterizzati dal lockdown, era vietato viaggiare se non per motivi essenziali (lavoro, salute, ecc.). Ha quindi davvero poco senso festeggiare un primato fittizio, a fronte di una realtà in cui il mercato è ben lontano dai livelli del 2019”.

“Lo stesso report dell’Istat – prosegue la nota della Federalberghi - sottolinea che le grandi città, che nel 2019 rappresentavano un quinto delle presenze totali, hanno subito un crollo del 71% nel 2021. Non stupisce quindi che molte imprese siano chiuse da marzo 2020 e che molte altre purtroppo torneranno a chiudere nei prossimi giorni, a causa di una domanda stagnante e del clima d’incertezza generalizzato. E’ pressoché impossibile pensare che qualunque azienda di altro settore diverso dal nostro possa sopravvivere con questi dati”.

Gli italiani cauti: il week end della Befana messo in crisi da Omicron. Regge la montagna ma senza alcun pienone. Sugli sci ma solo fino al 9 gennaio. Città d'arte al minimo storico in assenza di turismo straniero

Bocca: Situazione drammatica. Senza prenotazioni il buio davanti a noi

Da una parte, la variante omicron del virus covid 19 che ha provocato la drammatica quarta ondata dei contagi proprio nel pieno delle festività natalizie. Dall’altra una crisi economica crescente che continua a penalizzare le aziende di tutta la filiera turistica. In questo scenario poco rassicurante, era difficile potersi aspettare un boom di partenze tra gli italiani nel fine settimana dell’Epifania.

Malgrado il calendario offra un’occasione ghiotta per programmare una vacanza, prevedendo la festività della Befana nella giornata di giovedì, non vi sarà quel gran pienone che in altra occasione ci si sarebbe potuti aspettare.

Qualcosa si muove, ma senza alcun record di presenze. La montagna “resiste” sino al 9 gennaio (si tratta di un tasso di occupazione mediamente del 60%) ma per i periodi successivi ci sono pochissime prenotazioni. Nessuna località annuncia il “tutto esaurito”.

Le città d’arte sono al minimo storico, mediamente sotto il 30%. Il turismo straniero è pressoché assente ed i prezzi stessi risultano essere in calo.

Al mare e ai laghi, molte delle strutture che solitamente venivano tenute aperte per le festività, sono state chiuse dopo Capodanno o addirittura non hanno aperto per nulla.

“La situazione è drammatica – afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi - C’è grande preoccupazione. Il comparto non vive solo delle festività natalizie, un periodo peraltro che, già di suo, non ha potuto offrire grandi performance. Gli imprenditori del ricettivo sono estremamente allarmati per lo scenario che si presenterà da metà gennaio in poi. Oppressi dalle difficoltà causate dalla pandemia e dalle ulteriori misure restrittive imposte dal Governo che fanno da deterrente agli arrivi del turismo straniero, fanno fatica a vedere la luce in fondo al tunnel, essendo l’Italia un paese il cui turismo produce normalmente il 13% del pil e vivendo per oltre il 50% di turismo proveniente dall’estero”.

“La domanda dall’estero è ai minimi – prosegue Bocca - e la situazione si è aggravata in seguito all’impossibilità di accogliere in albergo coloro che sono stati vaccinati con un vaccino non riconosciuto dalla European Medicines Agency (EMA). Inoltre, la totale assenza di prenotazioni per i prossimi mesi rende impossibile qualunque programmazione per le attività aziendali: così abbiamo il buio davanti a noi”.

Non bisogna dimenticare, ricorda la Federalberghi, che molte strutture sono chiuse e molte torneranno a chiudere, anche in considerazione dell’aumento considerevole dei costi di gestione (in primis gas ed energia elettrica).

“Le imprese sono allo stremo delle forze anche a causa del venir meno del sostegno dello Stato – conclude Bocca - Già nel secondo semestre 2021 sono venuti a mancare il credito d’imposta sugli affitti e l’esonero dal pagamento dell’IMU, mentre il 31 dicembre hanno avuto termine la moratoria sui mutui e la cassa integrazione covid. Di questo passo sarà quasi impossibile per le nostre aziende immaginare un futuro”.

Le parti sociali del settore turismo esprimono forte preoccupazione in relazione alla scadenza delle tutele e degli ammortizzatori sociali Covid-19, fissata al 31 dicembre 2021

A rischio mezzo milione di lavoratori

I provvedimenti restrittivi allo studio per contenere la diffusione del contagio da Covid-19 hanno già fatto registrare un effetto annuncio, portando alla drastica riduzione dei consumi turistici per le prossime settimane.

L’impatto sui conti delle aziende, già stremati da un anno e mezzo di pandemia e di chiusure può essere devastante e travolgere le attività ancora aperte, e con esse parte rilevante dei lavoratori diretti ed indiretti del settore del Turismo e della Ristorazione.

A pochi giorni dalla scadenza della possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali di emergenza e delle tutele volte a salvaguardare l’occupazione – fissata al 31 dicembre 2021 - ancora non si conosce se tali misure saranno prorogate e in che termini: una situazione gravissima che coinvolge le famiglie di oltre cinquecentomila lavoratori.

Organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, lavoratori ed imprese chiedono a Governo e Parlamento chiarezza sui termini di ricorso all’integrazione salariale ed evidenziano la necessità di una proroga al 30 giugno 2022 delle attuali tutele e della possibilità di accesso agli ammortizzatori al fine di poter garantire la continuità occupazionale ai lavoratori impiegati.

Si tratta di preservare le professionalità del settore per consentire la ripresa delle attività in sicurezza quando la fase di picco della pandemia sarà superata.

Imprese e lavoratori del turismo sono sul ciglio del baratro

Urgono risposte, per evitare chiusure e licenziamenti

Ieri è scaduto il termine per il pagamento dell’IMU e molti albergatori non hanno avuto le risorse per pagare o hanno dovuto ricorrere all’indebitamento. Per non parlare delle strutture in affitto, che si ritrovano sotto minaccia di sfratto dopo che lo sconto fiscale sui canoni si è esaurito a luglio. Nel complesso, più di 20.000 imprese non riescono a far fronte ai costi fissi di gestione concernenti l’immobile, che è il principale bene strumentale delle strutture turistico ricettive.

Inoltre, il 31 dicembre 2021 scadono il termine per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali Covid-19 e la moratoria sui licenziamenti. Se la cassa integrazione non sarà rifinanziata, saranno a rischio 70mila lavoratori dipendenti dalle strutture ricettive italiane.

“Imprese e lavoratori sono sul ciglio di un baratro”. Federalberghi “chiede di intervenire con urgenza per evitare che precipitino. Esonero della seconda rata IMU, proroga del credito d’imposta sugli affitti e della Cassa integrazione Covid sono le risposte di cui il settore ha bisogno con urgenza, per evitare chiusure e licenziamenti. Chiediamo che queste misure trovino posto nella legge di bilancio, che il Senato si appresta a votare.”

Federalberghi, restrizioni troppo dure dal Governo per il turismo straniero

“Non comprendiamo le ragioni che inducono il Governo a definire - per l'ingresso dei cittadini stranieri in Italia - le restrizioni più rigide d'Europa, nonostante il buon esito della campagna vaccinale, che ha portato l'Italia ad ottenere i risultati migliori d'Europa”.

Così commenta Federalberghi le ultime restrizioni indicate dal Governo per ciò che riguarda il movimento turistico degli stranieri in arrivo nel nostro Paese.

“Nelle scorse settimane – prosegue la federazione degli albergatori - le imprese del turismo hanno sostenuto l'ennesimo sforzo, adeguandosi alle nuove indicazioni sul green pass e sul supergreenpass, nel presupposto che il contributo di tutti avrebbe realizzato le condizioni per consentire il sereno svolgimento delle attività economiche e sociali”

“Tutto ci saremmo aspettati tranne questa cattiva sorpresa, che riporta indietro le lancette e respinge i turisti stranieri, dirottandoli verso i paesi concorrenti”.

“Si tratta di un grave danno per il Paese, che - secondo gli ultimi dati diffusi da Banca d'Italia - da gennaio a settembre 2021 ha visto la spesa dei turisti stranieri in Italia diminuire di circa venti miliardi di euro rispetto al corrispondente periodo del 2019”.

“A complicare la situazione intervengono i tempi di entrata in vigore dell'ordinanza, che è stata adottata il 14 dicembre ed entrerà in vigore domani, senza tener conto del fatto che nell'economia dei viaggi e del turismo le decisioni vengono assunte con largo anticipo. Le imprese hanno già assunto il personale e rifornito le scorte per la stagione invernale, i turisti hanno prenotato il viaggio, l'alloggio e i servizi complementari”.

“Chiediamo – dice la Federalberghi - che l'ordinanza venga rimodulata al fine di consentire alle imprese e ai turisti di riorganizzarsi”.

“Ribadiamo inoltre, anche alla luce della proroga dello stato di emergenza, la richiesta di inserire in legge di bilancio adeguate misure di sostegno del settore, a partire dall'esonero dei costi fissi che gravano sulle imprese del settore (seconda rata IMU e credito imposta affitti) e proroga della Cassa integrazione, per sostenere imprese e lavoratori che sono allo stremo”.

Oltre 14mln di italiani in viaggio per le feste di Natale (-19,9% sul 2019), diminuiscono le partenze per Capodanno: 4,4mln (-48,2%), il giro d'affari complessivo cala del 19,6%

"Si cerca lo svago ma si ha in testa il green pass, un turismo di prossimità che, speriamo, aiuti le città d'arte"

“Non sarà un Natale come gli altri, sarà il Natale dei Green Pass. Nonostante le difficoltà e i timori della quarta ondata tuttavia, forti della copertura della terza dose, gli italiani riusciranno comunque a darsi una destinazione, restando soprattutto nei confini nel proprio paese e tenendo ben a mente le misure di sicurezza contro la diffusione del covid.

Sceglieranno di partire ma raccorciando le distanze, privilegeranno la montagna, optando per località il più possibile vicine alla propria città di residenza a punteranno al relax. Non possiamo dire che saranno spensierati: il giro di affari complessivo cala infatti del 19,6%. Ma certo i viaggiatori di questo Natale 2021 daranno voce all’esigenza di solennizzare le feste, cercando di esorcizzare le paure provocate dalla pandemia”.

E’ un quadro particolare quello che descrive il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, emerso dall’indagine previsionale sul movimento turistico degli italiani per le festività natalizie, realizzata dalla ACS Marketing Solutions.

“Il Natale è principalmente l’occasione per ricongiungersi con i propri cari – prosegue Bocca - Non stupisce quindi che la maggior parte dei viaggiatori punterà alla casa di parenti o amici”.

“Il giro di affari registra un incremento per il Natale mentre scende in merito alle vacanze di fine d’anno. In primis va considerato che la motivazione di coloro che non si muoveranno è drammaticamente legata alle condizioni economiche che non consentono purtroppo di pianificare un viaggio”.

“Ma c’è da notare che la rinuncia del viaggio di Capodanno è strettamente legata all’esigenza di tenersi lontani da situazioni a rischio come feste o cenoni, la consuetudine cioè del 31 dicembre. La situazione di incertezza, le ulteriori restrizioni e la presenza di una nuova variante del virus hanno fatto da deterrente alla ricerca di svago e divertimento tipici dell’ultimo dell’anno”.

“Non c’è da stupirsi se saranno pochi coloro che decideranno di partire per l’estero. Di contro, è evidente che pesa sempre più la mancanza del turismo straniero, il che continua a penalizzare enormemente soprattutto le nostre città d’arte che speriamo vengano aiutate dal movimento turistico interno che si profila per questo Natale”.

“Non sarebbe stato possibile aspettarsi un andamento esaltante in questa vacanza natalizia – conclude Bocca – Resta il fatto che per il settore è drammatico veder perdere altri punti proprio in riferimento alla stagione solitamente tra le più performanti. Risulta sempre più evidente che per risollevare il comparto c’è necessità di sostegni poderosi che rendano sostenibile una vera ripresa”.

Giorgio Chiesa confermato presidente dell’Associazione Albergatori, il settore sindacale di Confcommercio che si occupa di enogastronomia, ospitalità e ricettività, divertimento e spettacolo ed incoming

“Ringrazio i colleghi per la fiducia, sarà un coinvolgimento condiviso tra le varie Anime del Turismo per la crescita dell’intero settore”

Nei giorni scorsi si è riunito il nuovo Consiglio direttivo dell’Associazione Albergatori, composto dai rappresentanti di categoria delle dieci ascom territoriali, per il rinnovo delle proprie cariche sociali.

L’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo, aderente a Confcommercio della Granda, è il comparto storico che raggruppa tutte le categorie del Turismo, della ricettività ed ospitalità, dell’enogastronomia e dell’incoming, alberghi, bar, ristoranti, trattorie e pizzerie, pasticcerie, rifugi alpini, campeggi e turismo all’aria aperta, locali da ballo divertimento e spettacolo, agenzie di viaggio, bed & breakfast, street food, i consorzi turistici e l’importante Associazione Cuochi Provincia Granda.

“L’Associazione Albergatori – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – riveste un ruolo importante all’interno del nostro sistema ed abbraccia molte categorie, tutte importanti, che hanno subito enormi danni dalla pandemia.”

“Ora si sta ripartendo ma è necessario ancora un forte sostegno da parte delle Istituzioni, nazionali, regionali e locali”.

Nel corso della riunione i presenti hanno acclamato il Comm. Giorgio Chiesa a Presidente per il prossimo mandato.

“Ringrazio i colleghi per la fiducia – afferma il neo eletto Presidente Giorgio Chiesa – la nostra Associazione si compone di tante anime, con varie espressioni al suo interno”. “È importante il ruolo coadiuvante del Consiglio direttivo del quale fate parte e quello della giunta esecutiva e dei vice presidenti, in quanto l’Associazione dovrà partecipare ed essere parte attiva in tutti i tavoli istituzionali necessari per la rinascita e consolidamento delle nostre categorie”.

“Sarà necessario – conclude Chiesa – l’impegno di tutti i partecipanti al Consiglio direttivo, sia quelli oggi in presenza che quelli collegati in video conferenza, per contribuire con determinazione al mandato che dovrà essere di rinascita e crescita”.

Il neo presidente ha poi indicato, con l’approvazione dei presenti, i componenti della Giunta Esecutiva nelle persone di: Nicola Gallina per la Zona di Alba, Giacomo Badellino ed Umberto Ferrondi per Bra, Daniele Lubatti per il Carruccese, Andrea Silvestro per Cuneo, Carlo Giorgio Comino per il Monregalese, Danilo Rinaudo per il Saluzzese, Alessandro Pavesio per l’Associazione Cuochi Provincia Granda, Michele Pianetta e Francesco Modaffari per il settore alberghiero, Marco Bertorello per la ristorazione, Mattia Germone per i bar, pasticcerie e gelaterie, Silvia Ferrero per i campeggi e Federica Toselli per i locali da ballo, mentre i vice presidenti verranno nominati in occasione della prima riunione della stessa.

Completano il Consiglio direttivo Massimo Camia (Alba), Renzo Montà e Federico Boglione (Bra), Paolo Pavarino (Ceva), Andrea Macario, Elio Parola e Marco Basso (Cuneo), Davide Pagliano (Fossano), Fabrizio Dho (Mondovì), Giovanna Maria Ravalli, Stefano Fornetti e Giampiero Gianaria (Saluzzo), Manuela Giuganino ed Emilio Aledda (Savigliano), Beppe Carlevaris (Conitours), Ferruccio Ribezzo (Consorzio Langhe Monferrato e Roero), Riccardo Veglia (Consorzio Terre Reali del Piemonte), Marco Andreis (Consorzio Valle Maira), Andrea Caula e Roberta Genre (rifugi alpini), Paolo Destefanis (ristorazione), Pino Adamo (pizzerie), Alberto Giraudo, Andrea Delsoglio e Vincenzo Tarable (bar, pasticcerie, gelaterie), Christian Seymand (campeggi), Simona Oliveri (bed & breakfast e affittacamere), Ignazio Sanneris (catering e street food), Fabrizio Pio (agenzie di viaggio).

Le serate “Sotto il Segno della Lumaca…452ma Fiera Fredda”, con la chiocciola ed i prodotti del Territorio nei ristoranti e trattorie di Borgo San Dalmazzo e delle sue Vallate

Con il patrocinio del Comune di Borgo San Dalmazzo e dell’Associazione Ente Fiera Fredda della Lumaca di Borgo San Dalmazzo

L’iniziativa, che coinvolge i ristoranti e trattorie del Territorio, prosegue per gustare prelibati menù a base di lumache e di prodotti tipici locali.

Organizzata dall'Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici della provincia di Cuneo e Confcommercio Cuneo, quest’anno con la collaborazione di Cna Cuneo e Associazione Autonoma Panificatori della provincia di Cuneo ed il Patrocinio del Comune di Borgo San Dalmazzo e dell’Associazione Ente Fiera Fredda della Lumaca di Borgo San Dalmazzo, quest’anno.

I ristoranti aderenti che espongono il logo della rassegna sono:

a Borgo San Dalmazzo

Amunse di Monserrato

Antica Trattoria Gabri di Madonna Bruna

Hotel Ristorante Pizzeria Le Lanterne di Beguda

Ristorante Pizzeria Drago Tre

a Boves

Hotel Ristorante Politano di Fontanelle

a San Defendente di Cervasca

Osteria Santino

ad Entracque

Ristorante Real Park

a Pradleves

Albergo della Pace

a Piano Quinto di Roccasparvera

Ristorante la Fermata

ad Andonno di Valdieri

Ristorante Ruota Due

a Valdieri

Locanda del Falco

a Valloriate

Albergo Ristorante Fungo Reale

Albergo Ristorante Tre Colombe

a Vinadio

Hotel Ristorante Ligure.

Sono state pianificate alcune serate particolari in collaborazione con Consorzio della Lumaca Borgarina e delle Valli circostanti e la consociazione enogastronomica Helicensis Fabula che si terranno:

- giovedì 16 dicembre 2021 presso il Ristorante Ruota due di Andonno,

- giovedì 27 gennaio 2022 presso il Ristorante Real Park,

- giovedì 10 febbraio 2022 presso Amunse di Monserrato.

Nei prossimi giorni sulla pagina Facebook dell’Associazione verrà reso noto il menù della prima data e la quota relativa; le adesioni si ricevono presso la sede dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo (Enrico Cavallera, tel. 0171/604186, enrico.cavallera@confcommerciocn.it)

“Sono lieto – afferma Luca Chiapella, presidente di Confcommercio Cuneo – dell’iniziativa avviata in collaborazione con Cna Cuneo e l’Associazione Autonoma Panificatori, dove ciascuno porta il proprio contributo per lo sviluppo dell’enogastronomia”.

“Come già affermato, si tratta di un’occasione per tutti gli amanti del buon cibo, di scoprire le ricette e le proposte dei migliori chef del territorio. Menù unici, imperdibili, esperienze senza eguali!”. 

“Ai nostri ristoranti, alle nostre trattorie ed agli chef – conclude Chiapella - va il nostro ringraziamento per la collaborazione”.

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Nominati i vice presidenti dell’Associazione Albergatori, Danilo Rinaudo (vicario), Carlo Giorgio Comino, Giacomo Badellino, Federica Toselli, Alessandro Pavesio

Nella riunione tra i temi affrontati anche il grave problema dell’enorme rincaro dei costi energetici che si sta abbattendo sul costo materie prime ed a cascata si ripercuoterà sui costi finali dei pubblici esercizi e dell’ospitalità in particolare

Hotel, la grande crisi: -71% di presenze nelle città d'arte

Federalberghi ai Sindacati: senza cassa covid situazione insostenibile