Associazione Albergatori
Associazione Albergatori
L’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici è il sindacato unitario del settore turistico della Provincia di Cuneo, aderente alla “Confcommercio-Imprese per l’Italia Provincia di Cuneo”. La sede provinciale è presso la medesima – Via A. Avogadro n. 32 – Cuneo. Per effetto del doppio inquadramento tutti i soci delle singole Associazioni territoriali appartenenti al settore del turismo sono automaticamente soci dell’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici.
Le Associazioni territoriali della provincia di Cuneo sono:
ASCOM CUNEO Via A. Avogadro 32
ASCOM ALBA P.za S. Paolo n. 3
ASCOM BRA Via Euclide Milano 8
ASCOM CARRU' Via Zavatteri n. 1
ASCOM CEVA Via A. Doria n. 18
ASCOM FOSSANO Via San Michele 25
ASCOM MONDOVI' Piazza Roma 2
ASCOM SALUZZO Via Torino 44
ASCOM SAVIGLIANO Via Mabellini n. 2/1
All’interno dell’Associazione Albergatori Esercenti Operatori Turistici della provincia di Cuneo sono ricomprese le seguenti categorie:
- - L’Associazione Cuochi Provincia Granda
- - FAITA – FederCamping rappresenta e tutela gli interessi ed i diritti delle imprese turistico-ricettive dell’aria aperta (camping e villaggi turistici)
- - FEDERALBERGHI – Federazione delle Associazioni italiana degli alberghi e hotels - rappresenta le esigenze e le proposte delle imprese nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali
- - FEDERALBERGHI EXTRA - Sindacato italiano delle attività ricettive extralberghiere di bed & breakfast, affittacamere e locande, case...
- - FIAVET - Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo, è una associazione di imprese che raggruppa e rappresenta le agenzie di viaggio e imprese turistiche.
- - FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è una associazione del settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo. Essa rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò.
- - SILB-FIPE - Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo. La mission è offrire ai singoli soci, competenze specifiche nel settore, tutela legale, assistenza politico-sindacale, promuovendo la formazione e la crescita professionale di impresa e fornendo strumenti di orientamento e di sviluppo.
Infine l’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo in collaborazione con i Consorzi Turistici della provincia di Cuneo:
Cônitours - Consorzio Operatori Turistici Provincia di Cuneo, Consorzio Turistico Langhe Monferrato Roero, Consorzio Terre Reali del Piemonte, Consorzio Valle Maira offre l’opportunità di far sognare, scoprire, organizzare, costruire e infine prenotare la vacanza in provincia di Cuneo.
| Comm. Giorgio Chiesa | Presidente |
| Danilo Rinaudo | Vice Presidente Vicario |
| Carlo Giorgio Comino | Vice presidente |
| Giacomo Badellino | Vice Presidente |
| Federica Toselli | Vice Presidente |
| Alessandro Pavesio | Vice Presidente |
| Silvia Ferrero | Membro della Giunta |
| Andrea Silvestro | Membro della Giunta |
| Nicola Gallina | Membro della Giunta |
| Umberto Ferrondi | Membro della Giunta |
| Daniele Lubatti | Membro della Giunta |
| Mattia Germone | Membro della Giunta |
| Francesco Modaffari | Membro della Giunta |
| Michele Pianetta | Membro della Giunta |
| Marco Bertorello | Membro della Giunta |
| Andrea Macario | Consiglio Direttivo |
| Elio Parola | Consiglio Direttivo |
| Marco Basso | Consiglio Direttivo |
| Massimo Camia | Consiglio Direttivo |
| Renzo Montà | Consiglio Direttivo |
| Federico Boglione | Consiglio Direttivo |
| Paolo Pavarino | Consiglio Direttivo |
| Davide Pagliano | Consiglio Direttivo |
| Fabrizio Dho | Consiglio Direttivo |
| Giovanna Maria Ravalli | Consiglio Direttivo |
| Stefano Fornetti | Consiglio Direttivo |
| Giampiero Gianaria | Consiglio Direttivo |
| Manuela Giuganino | Consiglio Direttivo |
| Emilio Aledda | Consiglio Direttivo |
| Giuseppe Carlevaris | Consiglio Direttivo |
| Ferrucccio Ribezzo | Consiglio Direttivo |
| Riccardo Veglia | Consiglio Direttivo |
| Marco Andreis | Consiglio Direttivo |
| Andrea Caula | Consiglio Direttivo |
| Roberta Genre | Consiglio Direttivo |
| Pino Adamo | Consiglio Direttivo |
| Paolo Destefanis | Consiglio Direttivo |
| Alberto Giraudo | Consiglio Direttivo |
| Andrea Delsoglio | Consiglio Direttivo |
| Vincenzo Tarable | Consiglio Direttivo |
| Christian Seymand | Consiglio Direttivo |
| Simona Oliveri | Consiglio Direttivo |
| Ignazio Sanneris | Consiglio Direttivo |
| Fabrizio Pio | Consiglio Direttivo |
Sostegni, Sappiamo che la coperta è corta, ma le risorse stanziate per il Turismo non sono assolutamente sufficienti
E' questo il commento di Federalberghi alla lettura delle bozze del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, che ora passa all’esame del Parlamento.
Federalberghi è già al lavoro per sollecitare l'adozione di interventi correttivi e migliorativi, durante l'esame di questo decreto e in vista dei futuri provvedimenti.
Le priorità che la Federazione degli Albergatori ha indicato al Governo riguardano anzitutto l'abolizione delle restrizioni agli spostamenti, con l'attivazione del green pass, interventi sulla liquidità (proroga delle rate dei mutui e concessione di prestiti ventennali), copertura dei costi fissi che gravano sugli immobili (IMU, affitti, TARI), incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive, anche mediante riconoscimento del superbonus, e sgravi contributivi per le imprese che richiamano in servizio il personale.
DL Sostegni, Confcommercio “Fondi insufficienti per settori in crisi che rischiano di scomparire ed impoverire la realtà produttiva nazionale”
“Ci aspettavamo – dichiara Luca Chiapella, Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – un deciso cambio di passo da parte del nuovo Governo, che tanta positività aveva sollevato; invece forse non ha ancora chiara la reale situazione nella quale versano le aziende di Commercio, Turismo, Servizi, Trasporti, Professionisti e Partite Iva”.
“Gli indennizzi – afferma Chiapella – continuano ad essere inadeguati, con tempistiche che non considerano lo stato di profonda prostrazione nella quale versano i settori del Terziario”.
“11 miliardi previsti – precisa Chiapella – che devono essere divisi tra circa tre milioni di soggetti sono decisamente inadeguati, le imprese si trovano a fronteggiare l’impatto di una picchiata della spesa per consumi; i ristori devono essere rapportati al momento drammatico, più incisivi rispetto ai parametri d’accesso e più tempestivi sui meccanismi operativi”.
Il ristorante tipo che nel 2019 fatturava 550mila euro e che nel 2020, a causa degli oltre 160 giorni di chiusura imposti dalle misure di contenimento della pandemia da Covid, ha perso il 30% del proprio fatturato, 165mila euro, beneficerà di un contributo una tantum di 5.500 euro.
Poca differenza per il bar tipo che nel 2019 fatturava 150mila euro e nel ha persi 50mila a causa delle restrizioni, avrà diritto ad un bonus di 2.083,00 euro, il 4,16% della perdita media annuale. Sono le simulazioni dell’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio.
“Da settimane – interviene Giorgio Chiesa, presidente dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo - si parlava di aiuti perequativi, selettivi, adeguati e tempestivi; il decreto Sostegni era necessario ma non possiamo considerarlo sufficiente”.
“Per i Pubblici Esercizi, la Ristorazione e l’Ospitalità e Ricettività – sostiene Chiesa – settori messi in ginocchio dalla gestione dell’emergenza, i limiti imposti sulla perdita di fatturato o sui massimali erogabili hanno effetti perversi sul sostegno della parte più sana dell’economia”.
Occorre fare leva su due punti: per il presente un reale aiuto corposo atto a coprire, in parte, le perdite subìte; per il futuro operazioni atte ad investire nel domani, ad esempio, allungamento del credito fino a 20/25 anni.
“Purtroppo – conclude Luca Chiapella – il Governo ha aggirato il problema senza progettare l’uscita dall’ottica di breve periodo e attivare un piano di ripartenza, al quale Confcommercio e le sue componenti hanno da tempo proposto i propri contributi in idee, che garantisca il diritto al lavoro e non soltanto il dovere di stare chiusi, un progetto che dia una prospettiva di futuro reale alle imprese e non solo un sostegno temporaneo, una fragile stampella quale appare oggi”.
Federalberghi: "Ci rincuora l'esonero del canone Rai per hotel e pubblici esercizi. Siamo stati ascoltati"
"Accogliamo con favore la notizia dell’esonero del canone RAI per gli alberghi e i pubblici esercizi per l’anno 2021.
E’ una misura che Federalberghi chiede da mesi e che era contenuta anche nella petizione approvata dall’assemblea generale di Federalberghi il 26 gennaio".
Così commenta il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, il via libera all'esonero del canone Rai per le strutture ricettive ed i pubblici esercizi.
"E’ un piccolo ma importante segnale di attenzione verso imprese che sono state duramente colpite dall'emergenza epidemiologica da COVID 19 - ha sottolineato Bocca - e che nel 2020 hanno versato il canone nella misura intera, pagando per un servizio che non è stato utilizzato o è stato utilizzato solo in minima parte".
Fipe-Confcommercio: “Un sostegno ai nostri associati: La Federazione si accolla per il 2020 ed il 2021 il pagamento dei diritti musicali dovuti dai pubblici esercizi a Soundreef.”
“Al fine di sostenere i pubblici esercizi, fortemente colpiti dall'emergenza sanitaria, FIPE ha concluso con LEA, mandataria di Soundreef in Italia, un accordo straordinario grazie al quale per il 2020 ed il 2021 le imprese associate alla Federazione potranno richiedere ed ottenere gratuitamente una licenza straordinaria (denominata FENICE I) per la diffusione dei brani musicali gestiti da questa associazione in occasione di eventi musicali dal vivo nei pubblici esercizi. La licenza in questione si aggiunge ma non sostituisce il Permesso SIAE e il pagamento dei diritti d'autore a suddetta Società, che resta l'indispensabile interlocutore per accedere ai repertori musicali nazionali ed internazionali, e non pregiudica le rispettive posizioni di FIPE e LEA per quanto riguarda le future negoziazioni su criteri e misura delle tariffe.
Le imprese associate potranno sottoscrivere le Condizioni di Licenza entro il 30 Aprile 2021 compilando i form predisposti da LEA messi a disposizione esclusivamente sul sito www.fipe.it.
L'Accordo, per il quale esprimiamo il nostro apprezzamento a LEA per la disponibilità manifestata, è un’ulteriore dimostrazione concreta – che si aggiunge agli altri, numerosi strumenti messi a disposizione degli Associati in questi mesi – dell’impegno di Fipe in favore delle imprese del settore in una fase in cui ogni agevolazione e semplificazione può costituire un contributo alla loro sopravvivenza”.
Audizione Federalberghi, Bocca: "Un ministero per il Turismo al servizio di imprese e lavoratori"
“Molto spesso si parla del carattere trasversale del Turismo, ma quasi mai se ne traggono le conseguenze. La trasversalità è stata per lungo tempo utilizzata come alibi per eludere le richieste di istituire un Ministero ad hoc. Noi auspichiamo un cambio di prospettiva, in cui la trasversalità del turismo costituisca la premessa per la definizione del perimetro d’azione del nuovo Ministero”.
Sono le parole del presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, espresse in uno dei passaggi del suo intervento alla Camera in occasione dell’audizione in Commissione I riguardo il ddl sul riordino delle attribuzioni dei Ministeri.
"Il Ministero del turismo che chiediamo – ha proseguito Bocca - è un Ministero che abbia come primo obiettivo la valorizzazione delle imprese e dei lavoratori che operano nel settore e promuova l’incremento dei flussi turistici quale primo motore economico e sociale dello sviluppo del Paese, capace di generare reddito, occupazione e inclusione sociale”.
Secondo il presidente degli albergatori, il Ministero del turismo non deve occuparsi solo di politiche turistiche, ma deve sforzarsi di richiamare l’attenzione sull’impatto che tutte le politiche (ambientali, scolastiche, fiscali, sanitarie, del lavoro, dei trasporti, etc.) producono sull’economia del turismo.
Bocca ha inoltre chiesto che l’attivazione di un Ministero con competenze specifiche in materia di turismo sia seguita da un’analoga revisione dell’architettura del piano nazionale di ripresa e resilienza, distinguendo, anche all’interno del cosiddetto “Recovery Plan”, le iniziative che riguardano il turismo da quelle che riguardano la cultura.
Nel corso del suo intervento, il presidente degli albergatori si è soffermato anche sulla transizione da un Ministero all’altro, raccomandando che i tempi tecnici necessari per l’assestamento del nuovo assetto non rallentino le attività in corso, a partire dall’istituzione della banca e del codice identificativo delle strutture ricettive, per contrastare l’abusivismo dilagante, e dal bando per il riconoscimento del credito d’imposta per la riqualificazione delle imprese ricettive e degli stabilimenti termali, sul quale sembra sia consolidato il concerto dei ministeri interessati.
Bocca ha concluso il suo intervento con un richiamo alla petizione approvata dall’assemblea straordinaria di Federalberghi che, in vista dell’approvazione del decreto sostegno, ha indicato gli interventi urgenti da adottare per salvare le imprese e i lavoratori del turismo, con misure sulla liquidità, sul sostengo al reddito, sui ristori, sulla riduzione delle imposte e sulla riqualificazione dell’offerta.
“Tale documento – ha affermato in chiusura il presidente degli albergatori - rappresenta la situazione di grave difficoltà in cui si dibattono le imprese ed i lavoratori del settore e chiede l’adozione di interventi urgenti per consentirne la sopravvivenza. Non entriamo nei dettagli delle misure richieste, ma non possiamo far a meno di insistere per ottenere la massima attenzione al grido di dolore lanciato dalle imprese e dai lavoratori del settore”.
Covid, Fipe-Confcommercio: “La distanza di 2 metri non ha basi scientifiche. Basta allarmismi ingiustificati!”
“È ora di finirla di complicare l’attività degli imprenditori e diffondere inutile allarmismo tra i cittadini. È gravissimo che le istituzioni preposte alla tutela della salute abbiano messo nero su bianco il suggerimento di aumentare a due metri la distanza fisica nei ristoranti, ammettendo candidamente nello stesso documento che non esistono basi scientifiche a supporto di questa aggiuntiva prescrizione. In questo modo le autorità sanitarie perdono credibilità. Invece di inventarsi strumenti sempre nuovi per mortificare le speranze di ripresa di una vita normale degli italiani e dei ristoratori, dovrebbero concentrarsi su come accelerare la campagna vaccinale per portare fuori il Paese dal dramma dei lockdown. Siamo esasperati e qui si continua a giocare con i numeri senza capire che le conseguenze sociali ed economiche sono e saranno devastanti. Nel frattempo, oggi festeggiamo il terzo mese al verde, senza ristori, con il 90% dei locali chiusi e senza alcun piano per la riapertura. È un momento drammatico, serve responsabilità a tutti i livelli: non si uccide un comparto da 1 milione di lavoratori senza alcuna base scientifica.”
Così Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi in una nota.
Crolla l'occupazione nei pubblici esercizi, persi 243 mila posti di lavoro
L’anno orribile della pandemia e delle misure restrittive imposte ai pubblici esercizi presenta il conto. Ed è un conto salatissimo.
L’ufficio studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, ha infatti raccolto ed elaborato i dati INPS relativi ai livelli occupazionali del 2020: bar, ristoranti, discoteche e imprese di catering e banqueting hanno perso 243mila occupati rispetto al 2019, quando sfioravano il milione. A sparire sono stati principalmente cuochi, camerieri, barman e tra questi anche poco meno di 20 mila apprendisti. Proprio i giovani pagano il conto più salato di questa crisi: 7 su 10 di coloro che hanno perso il lavoro hanno meno di 40 anni.
In termini assoluti la contrazione maggiore ha interessato ristoranti (-25,2%) e bar (-26,2%) mentre in termini relativi il settore più penalizzato è quello delle discoteche con una flessione dell’occupazione dipendente di 3000 unità, pari al 57,4%.
Il blocco dei licenziamenti ha scaricato gli effetti della crisi sul lavoro a tempo determinato e stagionale: 166mila, il 54,9%, erano infatti lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, mentre il 40,7% erano contratti stagionali. Non si trattava di “lavoretti” perché in 6 casi su 10 l’orario di lavoro era a tempo pieno.
A pagare il dazio più alto son state le regioni del Centro Italia, Toscana e Lazio in testa, dove gli occupati sono scesi del 27,6%, seguite a ruota dalle regioni del Nord Ovest, dove il crollo si è fermato mediamente al 25,8%.
“Le nostre peggiori previsioni si sono avverate – sottolinea la Fipe Confcommercio –. Le imprese sono ormai allo stremo, senza più l’ossigeno necessario per respirare. Il mondo della ristorazione nel 2020 è dovuto stare chiuso forzatamente per 160 giorni, mentre ai locali da ballo e alle imprese di catering è andata persino peggio. Ogni volta che si intravedeva uno spiraglio di ripresa, ecco arrivare nuove chiusure. In questo modo si è smesso di investire sul futuro e infatti tra i più penalizzati ci sono stati i giovani e i giovanissimi. La speranza è che si possa invertire il trend una volta per tutte e che questo sia davvero l’ultimo sforzo. Ma occorre programmare la ripartenza sin da subito”.
Siglato il patto per i lavoratori dei pubblici esercizi. Fipe-Confcommercio: “300mila posti a rischio”
Tutelare l’occupazione nel mondo della ristorazione, dell’accoglienza e dell’intrattenimento, per non perdere un patrimonio di professionalità fondamentale in vista della ripresa dei flussi turistici.
È questo l’obiettivo comune che ha spinto le associazioni di categoria, Fipe-Confcommercio, Alleanza delle Cooperative Italiane e Angem, a sottoscrivere un patto per il lavoro assieme alle principali sigle sindacali del turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil con le quali condividono un tavolo permanente e con le quali hanno chiesto un incontro urgente al governo per illustrarlo ai ministri competenti.
Quattro i punti fondamentali.
In testa la definizione di alcune misure straordinarie specifiche per il settore e il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, che dovranno essere prorogati fino alla fine dell’anno per superare la fase dell’emergenza e garantire la sopravvivenza di aziende e lavoratori.
Ammortizzatori sociali che, tuttavia, dovranno essere ricalibrati sulla base delle esigenze che caratterizzano la tipologia di imprese di questo settore, sia grandi che piccole, molto diverse l’una dall’altra. Massima attenzione è richiesta per le aziende di catering e banqueting, ma anche per il mondo dell’intrattenimento, particolarmente penalizzati dalle misure di distanziamento sociale anti contagio.
La terza richiesta riguarda il Recovery Plan. I fondi comunitari, chiedono imprese e sindacati, dovranno servire anche per favorire la ripresa dei flussi turistici verso il nostro Paese.
L’ultimo punto, infine, riguarda i rapporti con il governo. I firmatari del patto invocano la costituzione di un tavolo permanente per definire le misure a sostegno del settore e, per questo, hanno inviato una richiesta formale di convocazione ai ministri dell’Economia, Daniele Franco, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, del Lavoro, Andrea Orlando, e del Turismo, Massimo Garavaglia.
“Nel corso 2020 – sottolinea Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei Pubblici esercizi – le presenze turistiche nel nostro Paese si sono ridotte del 54% e questo ha prodotto una perdita di fatturato di circa 50 miliardi di euro. Un dramma che rischia di avere pesantissime ricadute occupazionali: 300 posti di lavoro sono destinati a sparire se non si corre immediatamente ai ripari con un piano di medio periodo, capace di dare prospettive di ripresa al nostro settore”
“Quando sarà possibile e ci sarà permesso, riapriremo con coraggio per restituire il sorriso ai clienti”
“Durante la riunione odierna in video conferenza – afferma il Comm. Giorgio Chiesa, presidente pro tempore ad interim dell’Associazione Albergatori Esercenti ed Operatori Turistici della provincia di Cuneo – è stato ricordato Giovanni Adamo, storico rappresentante delle Pizzerie all’interno dell’Associazione e sono state esaminate le problematiche legate al settore che si trova nel pieno di una pandemia e di una zona arancione, dove è permesso solamente, per chi lo ritiene opportuno, l’asporto e la consegna a domicilio”. Tra i presenti in video è emerso forte il desiderio di ritrovarsi prossimamente nuovamente in presenza.
Oltre al presidente Chiesa, al vice Danilo Rinaudo, presidente Ascom Saluzzo, Mattia Germone, vice dell’Ascom Monregalese ed il Dr. Marco Manfrinato, Segretario generale di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo erano presenti i rappresentanti del settore delle Pizzerie della Granda: Giuseppe Adamo, figlio di Giovanni, per la zona di Cuneo, Mario Fugaro per l’Aca di Alba, Enrico Dellavalle per il Braidese, Daniela Tassone per il Fossanese, Francesco Paolino per il Monregalese-Cebano-Carruccese, Irma Elda Rosso per l’Ascom di Saluzzo e Zona.
Il ricordo di Giovanni Adamo ha interessato l’interventi del presidente Chiesa, il quale ha sottolineato l’attività dell’Associazione Albergatori e di Confcommercio insieme presso il Prefetto per permettere le convenzioni tra la ristorazione – quindi anche le pizzerie – e le aziende con dipendenti per la somministrazione dei pasti ai lavoratori.
“Questa riunione – interviene Luca Chiapella, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia-della provincia di Cuneo – prosegue nel solco dell’intensa attività svolta dalla nostra organizzazione a favore delle categorie rappresentate, che sono tante e tutte diverse ed è propedeutica per l’avvio di un’intensa attività promozionale”.
“Come detto – precisa Chiesa – nella premessa alla riunione, le Pizzerie sono una fetta importante della ristorazione di Fipe-Concommercio, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e richiedono una sensibilità particolare, come per la formazione del personale a partire dai pizzaioli, ai cuochi ai camerieri”.
“Confcommercio ed Associazione Albergatori – conclude Luca Chiapella – lavorano da sempre per la tutela e lo sviluppo del settore e per la continua evoluzione della categoria, sempre nel solco della tradizione della Pizza di Qualità".
Una “mimosa” contro la violenza, pubblici esercizi e Polizia di Stato fanno rete a difesa delle donne
“In Italia abbiamo un bar ogni 400 abitanti e un pubblico esercizio ogni 250. Una rete di locali che noi vogliamo trasformare in un vero e proprio sistema di controllo del territorio, dedicato alla prevenzione e al contenimento della violenza sulle donne. Una violenza che troppo spesso finisce per incrociare in maniera diretta o indiretta i locali italiani. I casi di cronaca ci raccontano di dipendenti e imprenditrici, bersaglio di attenzioni eccessive e tutt’altro che ricambiate da parte di clienti più o meno annebbiati dall’alcol. Ma anche di donne in fuga dai loro aguzzini che trovano rifugio nei bar o nei ristoranti aperti. È essenziale che chi si trova a vivere queste situazioni sia preparato ad affrontarle al meglio, a riconoscere i segnali di pericolo e a reagire di conseguenza. Ecco perché, in occasione della giornata internazionale delle donne, rilanciamo il valore delle iniziative concrete: le mimose fanno piacere e sono belle, ma ciò che vogliamo davvero è poter vivere le nostre abitazioni e i nostri locali in sicurezza”.
Con queste parole la presidente delle imprenditrici di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Valentina Picca Bianchi, riassume il progetto di prevenzione della violenza di genere sul quale sta lavorando insieme al Ministero dell’Interno e al Dipartimento Centrale anticrimine della Polizia di Stato. L’idea, nata lo scorso novembre in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, si è sviluppata nel corso dei mesi e nelle prossime settimane si tradurrà in un protocollo d’intesa e in un road show per presentare e avviare alcune iniziative concrete:
- la promozione all’interno dei pubblici esercizi di una cultura di vicinanza e sostegno sia al personale femminile che alle clienti;
- la diffusione di una campagna di comunicazione interna volta alla tutela ed alla sicurezza della donna sia come lavoratrice sia come fruitrice di servizi all’interno dei pubblici esercizi;
- la realizzazione di percorsi di sensibilizzazione, informazione e formazione all’interno dei locali finalizzati a formare il personale ed a spiegare la violenza nei luoghi di lavoro;
- la messa in atto di strumenti per far comunicare le donne in difficoltà o in caso di pericolo, con le forze dell’ordine.
“Alcune di queste procedure - prosegue Picca Bianchi - sono già consolidate presso la Polizia di Stato, ma è fondamentale lavorare perché siano assimilate anche dal mondo dei locali. Per questo stiamo pensando a un cocktail speciale, magari un ‘mimosa’, che potrà funzionare come un messaggio in codice: ordinandolo, le donne che sentiranno la propria incolumità minacciata segnaleranno un disagio che si tradurrà in una richiesta di intervento alle forze dell’ordine”.
“È essenziale – conclude la presidente - mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per dare il via a una rivoluzione prima di tutto culturale, in particolare in questo momento post pandemico che vede le donne ancora più fragili, con un aumento delle violenze domestiche e un crescente dramma occupazionale”.