Tavolo Affitti Brevi: Fimaa Italia, Affordable Housing Act limita il diritto di proprietà
Tavolo Affitti Brevi: Fimaa Italia, Affordable Housing Act limita il diritto di proprietà
L’Affordable Housing Act non limita solo le locazioni brevi, ma lo stesso diritto di proprietà, "sulla base di criteri eccessivamente ampi e automatici, a partire dall’individuazione delle aree in condizioni di cosiddetto stress abitativo". È la posizione che ha espresso Fimaa Italia-Confcommercio durante il Tavolo sugli Affitti Brevi convocato dal Ministero
del Turismo. Le osservazioni di FIMAA saranno inserite nel fascicolo dei contributi degli stakeholder del settore che il Governo trasmetterà alla Commissione europea.
Fimaa Italia chiede in primo luogo di tutelare il diritto di proprietà e la libertà di determinare le modalità attraverso le quali utilizzare e mettere a reddito il proprio immobile. Censura quindi i criteri che consentono di individuare in modo automatico le aree in condizioni di stress abitativo: "Si tratta di un criterio pensato per le grandi capitali europee ma che potrà essere applicato alla maggior parte delle città e delle mete turistiche italiane" haFimaa. "Una materia così complessa non può essere governata attraverso un unico indicatore o mediante soglie applicabili indistintamente a realtà territoriali profondamente differenti. Occorre invece prendere in considerazione un insieme di indicatori, come l'offerta di locazione ordinaria, l'andamento dei canoni, il numero di immobili inutilizzati e di quelli utilizzati per le locazioni brevi, nonché la pressione turistica. Ed è necessario effettuare una revisione periodica".
Nel documento che sarà inviato al Ministero, la Federazione ribadirà la propria contrarietà verso la premessa implicita dell'Affordable Housing Act, ovvero che l'emergenza abitativa sia connessa al fenomeno delle locazioni turistiche. Come evidenziato più volte, circa 5,5 milioni di immobili sui 9,5 milioni vuoti potrebbero essere recuperati a fini abitativi. Non si può affrontare l'emergenza abitativa intervenendo esclusivamente sulla domanda o limitando le modalità di utilizzo degli immobili, ma occorre agire sulle cause che riducono l’offerta di abitazioni, abbandonando un approccio generalizzato e adottando strumenti capaci di fotografare le singole realtà territoriali. Inoltre, qualsiasi intervento sulle locazioni brevi deve tenere conto della struttura dell’economia turistica italiana, di cui la ricettività diffusa rappresenta una componente fondamentale e consente di rispondere a una domanda che non sempre può essere soddisfatta attraverso le strutture ricettive tradizionali. Questo aspetto assume particolare rilevanza nei piccoli Comuni, nei borghi, nelle aree interne, nelle località balneari e montane e, più in generale, nei territori caratterizzati da una forte stagionalità della domanda, dove gli immobili difficilmente sarebbero destinati al mercato della locazione residenziale ordinaria.