Figisc-Anisa

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Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti

FIGISC è la Federazione italiana che tutela i gestori degli impianti di carburante.La Federazione è da sempre attenta alle problematiche del settore,ed esercita un’attività di consulenza e assistenza a favore degli associati.

FIGISC tutela i rapporti degli associati con le diverse compagnie petrolifere, organizza incontri di categoria e si pone come obiettivo il dare risalto alla figura professionale dei gestori, anche attraverso un programma di corsi di formazione utili ad adempiere le incombenze burocratiche.

Consiglio Direttivo
Ermanno Allocco Presidente
Urbano De Angelis Consigliere
Pietro Zoccorato Consigliere
Massimo Fresia Consigliere
Giancarlo Gallesio Consigliere
Pierpaolo Alberto Consigliere

Figisc-Confcommercio: "Basta processi mediatici. Migliaia di gestori non possono essere giudicati per pochi episodi isolati"

Negli ultimi giorni alcuni episodi riguardanti presunti rifornimenti con carburante contaminato hanno ricevuto un'ampia eco mediatica. Comprendiamo il disagio degli automobilisti coinvolti e riteniamo doveroso che ogni singolo caso venga verificato con rigore e trasparenza.

Ciò che non è accettabile è trasformare vicende circoscritte in un processo mediatico nei confronti di un'intera categoria.

In Italia operano oltre 22.000 impianti di distribuzione carburanti, sulla rete ordinaria e autostradale, che ogni giorno garantiscono milioni di rifornimenti, spesso con apertura continuativa 24 ore su 24, assicurando un servizio essenziale per cittadini, imprese e trasporti.

Quando viene accertata una responsabilità, esistono procedure precise e, nella maggior parte dei casi, gli automobilisti vengono risarciti attraverso le coperture assicurative dell'impianto interessato.

Questi episodi, tuttavia, rappresentano una percentuale minima rispetto all'enorme mole di rifornimenti effettuati ogni giorno con professionalità e correttezza.

I gestori operano spesso in condizioni estremamente difficili. In queste settimane lavorano per molte ore su piazzali dove le temperature superano ampiamente i 40 gradi, garantendo comunque assistenza e continuità del servizio.

“La ricerca della notizia sensazionale non può trasformarsi in un danno reputazionale per decine di migliaia di imprenditori e lavoratori onesti. Ogni eventuale responsabilità deve essere accertata e perseguita, ma è profondamente ingiusto mettere sotto accusa un'intera categoria per fatti isolati. I gestori italiani continuano ogni giorno a garantire un servizio essenziale con professionalità, responsabilità e spirito di sacrificio. Chi racconta il nostro settore ha il dovere di farlo con equilibrio, distinguendo le eccezioni dalla regola.”

Figisc-Confcommercio continuerà a tutelare gli interessi dei consumatori e, allo stesso tempo, a difendere l'onorabilità e la reputazione delle migliaia di gestori che ogni giorno rappresentano il volto migliore della distribuzione carburanti italiana.

IP rinnova l'accordo con i gestori della rete ordinaria

· Siglato il rinnovo dell’accordo che disciplina i rapporti economici con i gestori della rete a viabilità ordinaria.
· L’intesa, raggiunta con tutte le Organizzazioni di categoria, conferma il gestore come pilastro della strategia commerciale di IP.
· Il rinnovo, primo nel settore, rafforza un modello fondato su confronto, fiducia e qualità del servizio.

IP ha sottoscritto con le Organizzazioni di categoria dei gestori il rinnovo dell’accordo che disciplina i rapporti economici relativi alla rete di viabilità ordinaria. L’intesa è stata raggiunta alla presenza del Direttore Vendite di IP, Simone Alfonsi, e dei Presidenti delle Organizzazioni di categoria dei gestori, tra cui Figisc-Confcommercio.

Il rinnovo assume un valore particolarmente significativo in una fase di evoluzione del settore e del Gruppo, recentemente acquisito da SOCAR (State Oil Company of Azerbaijan Republic), confermando la volontà di proseguire in un percorso di confronto costruttivo e responsabile con i gestori, riconoscendone il ruolo centrale nella relazione quotidiana con i clienti e nella valorizzazione del marchio sul territorio.

In un contesto nel quale i rinnovi degli accordi con i gestori sono spesso oggetto di significativi ritardi, IP conferma invece la capacità di rinnovare a scadenza gli impegni assunti, consolidando un metodo basato su ascolto, trasparenza e ricerca di soluzioni condivise.

L’accordo, di durata triennale, introduce elementi di continuità e soluzioni migliorative rispetto all’impianto vigente, valorizzando il gestore come imprenditore autonomo, presidio fisico del punto vendita e primo interlocutore della clientela. Su questo asse si innestano strumenti orientati alla qualità del servizio, alla professionalità della rete e alla piena riconoscibilità dello “Stile IP” come codice comune di accoglienza, decoro e attenzione al cliente.

La firma dell’intesa rappresenta anche un segnale di stabilità e fiducia, intervenendo in una fase caratterizzata dal cambio dell’azionista di riferimento e da un mercato segnato da crescente complessità. La continuità del dialogo con le Organizzazioni di categoria conferma l’attenzione di IP verso la propria rete commerciale e verso i gestori, considerati parte essenziale della capacità del Gruppo di offrire servizi affidabili, prossimi e di qualità.

Questo rinnovo conferma la centralità dei gestori nella strategia commerciale di IP. Aver raggiunto un’intesa a scadenza, con un orizzonte triennale e con il contributo di tutte le Organizzazioni di categoria, testimonia la solidità del rapporto costruito nel tempo e la volontà di proseguire su un modello di collaborazione fondato su fiducia, responsabilità e qualità del servizio. Consolidiamo l’impianto dell’accordo esistente, basato sul margine unico e rilanciamo il servito come leva fondamentale della nostra offerta al cliente, perché i gestori rappresentano il primo punto di contatto con la clientela e un presidio essenziale per accompagnare l’evoluzione della mobilità e dei consumi. Per questo il rinnovo è un investimento sulla rete e sulle persone che ogni giorno la rendono viva”, ha dichiarato Simone Alfonsi, Direttore Vendite IP, che da giugno ha assunto anche la responsabilità di tutti i Business del segmento Specialties, tra cui Bitumi, Jet, Marina, GPL e Lubrificanti.

Figisc-Confcommercio: “Non bastano proroghe e interventi tampone. La rete distributiva è un’infrastruttura strategica del Paese”

Figisc-Confcommercio esprime forte preoccupazione per il permanere di una situazione di sostanziale immobilismo sul fronte della riforma della distribuzione carburanti. Ancora una volta il Governo interviene esclusivamente attraverso proroghe temporanee sulle accise, senza affrontare i nodi strutturali di un comparto che continua a perdere equilibrio economico, presidio territoriale e capacità di programmazione.

La sensazione – sottolinea FIGISC Confcommercio – è che non sia stato ancora pienamente compreso il ruolo strategico che la distribuzione carburanti svolge per il funzionamento del Paese”. La rete carburanti italiana non rappresenta infatti soltanto un settore commerciale, ma una infrastruttura essenziale a supporto della mobilità privata, della logistica, del trasporto merci, dei servizi di emergenza e delle attività produttive e industriali.

In assenza di una riforma organica – prosegue Figisc – il rischio è quello di lasciare il comparto in una situazione di progressiva deregolamentazione, dove i gestori vengono sempre più esposti agli umori di dinamiche finanziarie e commerciali spesso lontane dalla realtà operativa quotidiana degli impianti”.

Da tempo, secondo FIGISC Confcommercio, il settore sta vivendo trasformazioni profonde, con operatori finanziari, retisti privati e grandi gruppi che incidono in maniera sempre più rilevante sugli assetti della rete, spesso mantenendo un profilo apparentemente basso ma con effetti estremamente impattanti sull’intero sistema distributivo. Nel frattempo migliaia di gestori continuano a operare in condizioni di forte incertezza economica, con margini compressi, costi crescenti e rapporti contrattuali sempre più squilibrati.

Il tema – evidenzia la federazione – non riguarda soltanto la tutela della categoria, ma investe direttamente la tenuta del sistema Paese. Non è esagerato affermare che una rete carburanti priva di regole chiare, senza una strategia industriale e senza adeguati strumenti di controllo e riequilibrio, possa trasformarsi in un problema di sicurezza nazionale”. Una rete fragile, desertificata o governata esclusivamente da logiche finanziarie rischia infatti di compromettere la continuità territoriale del servizio, la presenza nei piccoli comuni e nelle aree periferiche e la resilienza energetica del Paese nei momenti di crisi internazionale o tensione geopolitica.

Continuare a intervenire soltanto con proroghe e misure emergenziali – conclude Figisc-Confcommercio – significa non affrontare il vero problema. Serve una riforma strutturale che restituisca equilibrio, regole certe e sostenibilità economica all’intera filiera distributiva”.

DL 33/2026, Figisc-Confcommercio in audizione al Senato: “La filiera carburanti va riportata al centro delle politiche strategiche del Paese”

Nella giornata di ieri Figisc-Confcommercio è intervenuta in audizione presso la Commissione Bilancio del Senato nell’ambito dell’esame del Decreto-Legge n. 33/2026.

Nel corso dell’audizione, la Federazione ha evidenziato come, al di là delle pur rilevanti valutazioni tecniche e di merito sul provvedimento in discussione, emerga con sempre maggiore chiarezza la necessità di una riflessione più ampia sul ruolo della filiera della distribuzione carburanti all’interno del sistema economico nazionale.

Secondo Figisc Confcommercio, non è più sufficiente richiamare il comparto soltanto nei momenti di emergenza, in presenza di crisi internazionali, tensioni geopolitiche o improvvise criticità sui mercati energetici. Occorre invece tornare a considerare la rete distributiva come un’infrastruttura economica, logistica e sociale strategica per il Paese, da coinvolgere in modo stabile e strutturato nelle scelte che riguardano il presente e il futuro della mobilità, dell’energia e dei consumi.

La Federazione ha quindi ribadito la necessità di avviare una vera stagione di concertazione, fondata sul confronto con le componenti sociali realmente rappresentative del settore, superando logiche episodiche o esclusivamente emergenziali.

In questa prospettiva, Figisc-Confcommercio ritiene indispensabile che il legislatore e le istituzioni assumano una visione più organica e di lungo periodo, capace di garantire equilibrio di filiera, sostenibilità economica delle gestioni, tutela del servizio ai cittadini e continuità operativa di un presidio essenziale per il tessuto produttivo italiano.

“La rete carburanti non può essere interpellata solo quando si apre una crisi internazionale o quando il sistema entra in sofferenza – sottolinea Figisc-Confcommercio –. Serve una visione industriale e strategica che restituisca piena centralità ad un comparto che continua a garantire mobilità, presidio territoriale e supporto concreto all’economia reale del Paese”.

Per la Federazione, il confronto aperto in sede parlamentare rappresenta dunque un passaggio importante, ma anche l’occasione per riaffermare un principio di fondo: senza una filiera ascoltata, rappresentata e coinvolta in modo serio, non può esistere una politica energetica e della mobilità davvero efficace e coerente con gli interessi del sistema Italia.

Se nel DDL fossero inserite soluzioni contrattuali irricevibili, Figisc e Anisa lanceranno l'appello a uno sciopero generale contro le norme controverse e per chiedere il rinnovo degli accordi

Si è appreso nei giorni scorsi che il Ministero ha incontrato la parte industriale per discutere dei residui punti divisivi del disegno di legge di riforma del settore.

Sul nodo contrattualistica, come già notiziato in luglio, Figisc-Confcommercio - autonomamente - si è dichiarata contraria alla riduzione della durata del contratto di comodato (norma aggiunta nelle bozze di DDL dopo l’ultimo incontro con le associazioni dei gestori).

In attesa di una convocazione in cui il Ministero dovrebbe chiarire le “sintesi” raggiunte con la parte industriale, è necessario annunciare in anticipo che – a fronte dell’eventuale inserzione di vecchi e nuovi punti di difficile accettazione – Figisc ed Anisa lanceranno un appello unitario ad una vera mobilitazione che, in concreto, significa lo sciopero nazionale con tutte le modalità di tale forma di protesta, inclusa ovviamente la chiusura degli impianti di distribuzione.

Uno sciopero che, alle eventuali nuove previsioni non ricevibili del DDL, unisce parimenti la rivendicazione trasversale del rinnovo generale degli accordi aziendali, ad oggi scaduti per quasi il 70 % delle gestioni in regime di fornitura e comodato, ragione di per sé sufficiente anche da sola per avviare una seria mobilitazione.

La protesta, peraltro, interesserà assieme alla rete ordinaria anche quella autostradale cui, oltre alle ragioni di doglianza comuni tra le due reti, si aggiunge specificamente una ormai datata, gravissima ed irreversibile crisi del comparto, che si aggrava tra la pluriennale e totale indifferenza ed inerzia dei competenti Ministeri.

Figisc-Confcommercio: la Cassazione conferma il valore giuridico degli accordi sindacali nel settore distribuzione carburanti

La recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 21178/2025) rappresenta un passaggio fondamentale per l’intero comparto della distribuzione carburanti. Con questa decisione, la Suprema Corte ha confermato il principio secondo cui gli accordi aziendali sottoscritti dalle compagnie petrolifere con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei gestori hanno piena efficacia vincolante, anche nei confronti delle imprese subentranti nella gestione della rete.

La vicenda trae origine da una controversia relativa all’applicazione dell’Accordo Aziendale Esso Italia del 2014, siglato con le associazioni di categoria FIGISC, FAIB e FEGICA. La Cassazione ha stabilito che tali intese, stipulate ai sensi del D.Lgs. 32/1998 e della L. 57/2001, costituiscono regolamentazione collettiva obbligatoria dei rapporti contrattuali ed economici, garantendo uniformità e tutela dei gestori e rendendo nulle eventuali clausole difformi inserite nei contratti individuali. Figisc-Confcommercio accoglie con grande soddisfazione questa pronuncia, che ribadisce il ruolo centrale delle associazioni di rappresentanza maggiormente rappresentative nella definizione degli equilibri contrattuali tra compagnie e gestori. Si tratta di un riconoscimento fondamentale della funzione di mediazione e tutela che il sindacato svolge a favore della categoria, evitando disparità di trattamento e rafforzando il sistema di relazioni industriali.

Questa decisione – sottolinea Figisc-Confcommercio – conferma che senza accordi collettivi stipulati con le organizzazioni sindacali più rappresentative, il sistema distributivo rischierebbe di essere esposto a pratiche unilaterali e inique. La Cassazione ha chiarito che gli accordi sindacali sono parte integrante della regolamentazione del settore e che hanno valore cogente anche nei confronti delle imprese che subentrano nelle reti di distribuzione”.

Figisc-Confcommercio continuerà a operare con responsabilità e fermezza per assicurare che tali principi siano rispettati e pienamente applicati, a tutela dei gestori e della corretta concorrenza nel mercato.

La decisione della Cassazione comporta, al di là del caso specifico, la tutela del principio della validità degli accordi stipulati anche in presenza di cessione dell’azienda: come immediato aspetto pratico, l’accordo stipulato tra le Organizzazioni dei Gestori ed EG Italia continua ad avere valore anche dopo che il Consorzio ha rilevato la rete, finché non intervenga un nuovo accordo negoziato con la nuova proprietà.

Sicurezza nei distributori di carburante: serve subito un tavolo al Ministero dell’Interno

Figisc-Confcommercio esprime cordoglio per l’uccisione del Brigadiere Carlo Legrottaglie

Figisc e Anisa Confcommercio esprimono il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, caduto questa mattina in servizio a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, durante un inseguimento seguito a una rapina presso un impianto di distribuzione carburanti. La nostra solidarietà va anche a tutta l’Arma dei Carabinieri, presidio imprescindibile di legalità e sicurezza su tutto il territorio nazionale.

Questo tragico evento conferma quanto denunciamo da tempo: le stazioni di servizio carburanti sono divenute bersagli ricorrenti della criminalità, luoghi dove troppo spesso si consumano violenze, aggressioni e rapine. È inaccettabile che in un settore strategico come quello della distribuzione carburanti si continui a operare in condizioni di rischio quotidiano, senza strumenti e misure adeguate di prevenzione.

Per questo rilanciamo con forza la richiesta di un tavolo permanente presso il Ministero dell’Interno, con la partecipazione delle associazioni di categoria, delle forze dell’ordine e dei rappresentanti istituzionali, affinché le stazioni di servizio diventino davvero “isole sicure” per chi vi lavora e per tutti i cittadini.

Non possiamo aspettare che altre tragedie accadano. È tempo di agire.

Figisc-Confcommercio, Impianti di carburanti a rischio sicurezza

“Ci voleva una vittima per riportare all’attenzione pubblica il tema della sicurezza negli impianti.” - Così dichiara la FIGISC Confcommercio dopo il tragico omicidio, avvenuto ad Ardea, di un gestore di impianto di distribuzione carburanti durante un tentativo di rapina.

“È inaccettabile – prosegue la Federazione – che chi svolge quotidianamente un servizio di pubblica utilità, come quello garantito dai nostri gestori carburanti, debba farlo in
condizioni di crescente insicurezza.”

La FIGISC Confcommercio chiede l’immediata attivazione di un tavolo di confronto con il Ministero dell’Interno e con l’Unione Petrolifera, per individuare misure concrete ed efficaci a tutela degli operatori del settore.

In Italia sono attivi oltre 10.000 impianti di distribuzione carburanti tra stradali e autostradali, molti dei quali operativi 24 ore su 24, soprattutto lungo tangenziali e arterie ad
alta percorrenza. Su questi piazzali lavorano quotidianamente oltre 35.000 addetti, che garantiscono un servizio essenziale alla mobilità del Paese.

“A questi lavoratori – conclude la FIGISC – deve essere garantito il diritto a lavorare in condizioni di sicurezza e serenità.”

Figisc-Confcommercio, Impianti di carburanti a rischio sicurezza

“Ci voleva una vittima per riportare all’attenzione pubblica il tema della sicurezza negli impianti.” - Così dichiara la FIGISC Confcommercio dopo il tragico omicidio, avvenuto ad Ardea, di un gestore di impianto di distribuzione carburanti durante un tentativo di rapina.

“È inaccettabile – prosegue la Federazione – che chi svolge quotidianamente un servizio di pubblica utilità, come quello garantito dai nostri gestori carburanti, debba farlo in condizioni di crescente insicurezza.”

La FIGISC Confcommercio chiede l’immediata attivazione di un tavolo di confronto con il Ministero dell’Interno e con l’Unione Petrolifera, per individuare misure concrete ed efficaci a tutela degli operatori del settore.

In Italia sono attivi oltre 10.000 impianti di distribuzione carburanti tra stradali e autostradali, molti dei quali operativi 24 ore su 24, soprattutto lungo tangenziali e arterie ad alta percorrenza. Su questi piazzali lavorano quotidianamente oltre 35.000 addetti, che garantiscono un servizio essenziale alla mobilità del Paese.

 “A questi lavoratori – conclude la FIGISC – deve essere garantito il diritto a lavorare in condizioni di sicurezza e serenità.”

Figisc su adeguamento prezzi Eni

Figisc-Confcommercio ha annunciato il 18 marzo scorso di avere presentato una proposta ad EniLive sulla nota questone dell’adeguamento prezzi, in conseguenza della comunicazione aziendale del 6 marzo che preavvisa la decisione di “sospendere, a far data dal 17 marzo 2025, la richiesta di adeguamento immediato (all’atto dell’apertura alle vendite dell’impianto e comunque entro le ore 8 del giorno in cui avrà decorrenza la variazione di listino) del rispetto del prezzo massimo conseguente alla variazione del prezzo consigliato, con conseguente cessazione del rimborso previsto dal citato accordo integrativo (del 23.02.2023)”.

Dall’annuncio di Figisc si stanno diffondendo alla categoria informazioni strumentalmente distorte e polemiche volte a delegittimarne anzitutto l’iniziativa, ma persino il diritto di tale organizzazione di avanzare proposte.

Rispetto ad un tanto - al di là di affermare che Figisc non ritiene di assoggettarsi alla cultura ed alla pratca del “pensiero unico” -, si ritiene giusto ribadire cosa Figisc ha proposto ad EniLive, la quale si è dichiarata favorevole (e forse proprio questa viene ritenuta la “colpa”), nonché disponibile a sottoscrivere una integrazione di accordo in tal senso, da mettersi in atto sollecitamente previa estensione della proposta anche alle altre organizzazioni di categoria per la loro valutazione.

I fatti sono che EniLive è ritornata (“É bene subito chiarire che si tratta di una decisione legittma, esplicitamente prevista dagli Accordi vigenti”, non siamo solo noi a dirlo!) al regime dei famosi “tre giorni” per adeguare il prezzo in caso di sua diminuzione, ossia alle condizioni previste dall’accordo del 07.07.2021: un accordo formulato e sottoscritto anche da chi oggi, a distanza di cinque anni, considera quella clausola “una forzatura”.

Tale regime, non è cosa nuova, ha le sue belle criticità: una tempistica stretta, in cui è difficile per tanti gestori della rete, a causa di drop elevati per le consegne, smaltire le giacenze senza perderci, in misura più o meno ampia a seconda dei litri che si hanno in pancia, quando i prezzi calano.

Rispetto a queste criticità, quale sarebbe la “colpa” di Figisc?

Quella di avere proposto che il gestore possa liberamente scegliere, in funzione della sua specifica situazione.

Scegliere liberamente se adeguare i prezzi in diminuzione entro il termine di tre giorni (come l’accordo sottoscritto da tutte le sigle con EniLive prevede quale unica prescrizione) oppure scegliere di adeguarli subito e quindi richiedere il rimborso per le giacenze all’azienda quando le variazioni in meno del prezzo sono superiori alle variazioni in più (trattenendo il suo in caso di saldo positivo), con una periodicità di quattro mesi.

Un ulteriore dettaglio della proposta è quella che l’azienda fornisca una copertura economica per non inttaccare il margine per il periodo (nell’arco dei 4 mesi) in cui può accadere di attivare la richiesta di rimborso (a titolo di cronaca, dal 2022 ad oggi, la media delle variazioni “normali” dei prezzi – ossia senza considerare variazioni dovute a modifiche di accisa come nel 2022 e ad inizio 2023 – sono pari a 1,5 centesimi tanto in aumento che in calo, ossia si equivalgono).

Certo vi è da discutere, e chissà per quanto, di drop, di giorni di smaltimento, di competitività dei prezzi del marchio, ma, intanto, bisogna cercare di trovare una soluzione ad un problema immediato. È esattamente per questo tentativo che siamo diventati bersaglio di attacchi polemici?

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