Ddl Concorrenza: Fimaa Italia, bene riforma professione mediatore ma testo va rafforzato
Ddl Concorrenza: Fimaa Italia, bene riforma professione mediatore ma testo va rafforzato
Fimaa Italia-Confcommercio accoglie con favore la riforma della professione di mediatore d’affari contenuta nel Ddl Concorrenza, ma invita Governo e Parlamento a recepire le ulteriori misure che richiede da tempo. È la posizione che ha espresso la Federazione intervenendo in audizione di fronte alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.
“La legge che disciplina la professione di agente risale al 1989 – ha sottolineato Fimaa – ed è rimasta sostanzialmente invariata per oltre trent’anni, nonostante il profondo mutamento del contesto economico, tecnologico e normativo. Fimaa sollecita da tempo la riforma con l’obiettivo di innalzare la qualità professionale, contrastare l’abusivismo e rafforzare la tutela dei consumatori. Apprezziamo la scelta del Governo di recepire alcune delle proposte che abbiamo suggerito, tra cui un percorso universitario alternativo di accesso alla professione e l’obbligo di formazione continua”.
Fimaa chiede tuttavia di inserire una serie di misure che “completerebbero la riforma”. In primo luogo, sarebbero opportune alcune limature, sia relativamente al corso di laurea che riguardo il coinvolgimento delle associazioni maggiormente rappresentative nella fase attuativa, che andrebbero a migliorare l’efficacia della norma. In aggiunta, è necessario specificare che nelle commissioni istituite presso le Camere di commercio siano presenti almeno due agenti in attività da almeno cinque anni nel ramo di riferimento. “Come avviene per avvocati, commercialisti, architetti, occorre assicurare che la valutazione degli aspiranti agenti verta anche su competenze operative effettivamente necessarie”.
Agli agenti immobiliari abilitati deve poi essere garantita la contemporanea iscrizione alle sezioni I, III e IV del ruolo di cui alla legge n. 39/1989, in modo da maturare la propria provvigione anche quando si occupano di trasferimenti di quote societarie recanti trasferimenti di immobili. Per la Federazione, inoltre, è necessario consentire all’agente immobiliare di avvalersi di un conto dedicato e segregato per le somme ricevute nel corso delle trattative. “Anche questa previsione tutela le parti e assicura la tracciabilità dei flussi, oltre a rendere più facile l’operatività essendo ormai desueto l’utilizzo di assegni da lasciare in deposito a garanzia della serietà di una proposta di acquisto. Inoltre, in questo modo, caparre, depositi e acconti non potrebbero essere aggrediti in nessun caso” ha evidenziato la Federazione. Fimaa invita a introdurre l’obbligo di incarico scritto conferito dal proprietario, “a beneficio della trasparenza verso il cliente, della riduzione del contenzioso e del contrasto all’abusivismo”. Infine, chiede di ricondurre alla legge n. 39/1989 la figura del property manager, ‘fenomeno in forte crescita, anche in relazione alle locazioni brevi. “Questa attività va riservata a soggetti in possesso dei requisiti per la mediazione immobiliare” ha concluso Fimaa Italia-Confcommercio.